Ospedale Frosinone, ecco come facevano a saltare la fila al pronto soccorso. 15 medici ora rischiano

Da una lettera anonima è nata l'indagine dei carabinieri. Archiviata la posizione di un dirigente medico e di due chirurghi

Falsi certificati medici per favorire i ricoveri dei pazienti che venivano visitati nei loro studi privati. Accuse che avevano portato la procura ad avviare un'inchiesta. Nei giorni scorsi il pubblico ministero a seguito delle memorie difensive depositate dagli avvocati, ha archiviato la posizione di Sergio Santangeli, dirigente medico ecografista dell'ospedale "Fabrizio Spaziani" di Frosinone, Nicola D'Emilia, chirurgo ed ex primario del reparto di medicina del nosocomio frusinate e Norberto Venturi, famoso chirurgo frusinate che aveva tenuto anche lui per alcuni anni il primariato allo Spaziani.

Le accuse

Tutti e tre, ricordiamo, erano stati accusati di falso ideologico per aver favorito alcuni loro pazienti non rispettando le procedure  di ingresso all'ospedale di Frosinone. Tutto era iniziato a causa di una lettera anonima nella quale erano stati evidenziati disservizi  e "raccomandazioni" nel nosocomio "Spaziani". A seguito di quella missiva erano scattare le indagini. I militari del Nucleo Antisofisticazioni di Latina avevano iniziato ad indagare sulla vicenda e proprio scavando su questo caso era venuto fuori che numerosi pazienti che all’accettazione erano stati classificati con un codice verde e quindi non in pericolo di vita, a distanza di pochissimo tempo risultavano essere stati visitati e sottoposti a tutte le indagini e terapie del caso come chi si trovava in codice rosso. A muovere le fila di tutto questo  alcuni medici. 

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In 15 nei guai

Quindici i sanitari che erano finiti sul registro degli indagati per l’ipotesi di reato di peculato e falso. Al termine della conclusione delle indagini il pubblico ministero dottor. Giuseppe De Falco, ha deciso di archiviare la posizione dei tre medici in quanto non sarebbero emersi nei loro confronti indizi di colpevolezza. Per tutti gli altri indagati i sarebbe stato, invece, richiesto il rinvio a giudizio.

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