Jonathan Galindo fa paura anche a Frosinone: denuncia di un padre a “Le Iene”

Torna di estrema attualità l'incubo giochi online che portano al suicidio. Un paio di settimane fa un presunto caso a Napoli di un bambino di 11 anni

Purtroppo tornano a far notizia i pericolosi giochi online che coinvolgono i ragazzini. Prima era la Blu Whale adesso il pericolo proviene da un profilo fake di nome Jonathan Galindo. Questo profilo contatta i ragazzini per farli giocare e poi portare, come ultimo gesto, al suicidio.

Un paio di settimane fa un bambino di 11 anni si è tolto la vita a Napoli. Poco prima dell’insano gesto il ragazzino ha mandato un messaggio ai genitori: “Mamma, papà vi amo. Ora devo seguire l’uomo col cappuccio nero. Non ho più tempo. Perdonatemi”. Proprio per questo messaggio gli inquirenti della Procura di Napoli hanno aperto un fascicolo per istigazione al suicidio dopo la relazione della Squadra Mobile. Si teme che “l’uomo dal cappuccio nero” sia proprio Jonathan Galindo che ha attirato a sé il ragazzino per farlo giocare e purtroppo suicidare.

L'incubo anche a Frosinone

Ieri sera “Le iene” hanno mandato in onda lo sfogo e la preoccupazione di un padre di Frosinone che ha visto il figlio di 7 anni cercare su TikTok informazioni su Jonathan Galindo. Dopo aver sentito del suicidio del bambino di Napoli, l'uomo, che è separato dall'ex moglie, ha contattato il programma televisivo per cercare aiuto. “Vorrei gridare tutta la mia indignazione in quanto, nel mese di agosto, mio figlio aveva pubblicato un video inerente proprio al personaggio di Galindo, spiegando espressamente che l’ultima sfida da fare era quella di suicidarsi”.

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Il padre si è subito mosso per denunciare il fatto segnalando il tutto prima al Commissariato di Frosinone e poi alla Polizia Postale. Prima di andare alla Polizia, il padre ha contattato la madre del piccolo e il nuovo compagno per far rimuovere il video e togliere TikTok dal cellulare del figlio. Dal servizio mandato in onda dalle Iene, però, il bambino sembra aver creato un altro profilo segreto, tenendo nascosta la sua identità al papà. Una situazione che, ancora una volta, ci fa riflettere sul far usare il cellulare e soprattutto internet ai bambini.

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