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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

La Terra dei fuochi, lì dove i bambini muoiono di tumore

Nel registro dei tumori infantili c'è un'impennata dei numeri nelle nostra provincia in particolare. L'inquinamento ambientale è la causa principale

"Mio figlio Lorenzo si è ammalato di Linfoma a cellule B Inclassificabile a 18 anni. Purtroppo è una forma molto rara e non ci sono protocolli da seguire ed è stato sottoposto a cure sperimentali. I medici non ci avevano date speranze di guarigione e ci hanno spiegato che negli ultimi anni hanno visto una crescita di malattie oncologiche nella nostra zona probabilmente legata a questioni ambientali". Antonella è una delle tante mamme-coraggio che in provincia di Frosinone vivo quotidianamente il loro 'Golgota'. Non c'è istante, giorno, festività, evento che possano vivere serenamente insieme ai loro bimbi affetti da patologie aggressive che spesso non lasciano spazio a speranze future come mostrano i dati del "registro dei tumori infantili" resi noti nelle scorse settimane e che collocano la provincia di Frosinone al primo posto nel Lazio.

L'incidenza nei piccolissimi

Lo studio, relativo agli anni 2009-15, è stato realizzato dai ricercatori Ilaria Cozzi, Enrica Santelli, Enrica Lapucci, Daniela D’Ippoliti, Marina Davoli e Paola Michelozzi (Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale, Regione Lazio, ASL Roma 1, Roma) e da Roberto Rondelli e Andrea Pession (Centro operativo AIEOP “Luciano e Daniele Pederzani”, IRCCS azienda ospedaliero-universitaria di Bologna). L’incidenza tumorale, nel periodo in esame, è per il 65% relativo all’età 0-14 anni e per il 35% alla fascia 15-19 anni, con un picco nell’anno 2011. "Combattere con un tumore è combattere una guerra con un nemico che vive e si nutre di te, ti annienta psicologicamente, fisicamente, ti toglie il diritto di sognare. Lorenzo ha trascorso mesi in ospedale in completo isolamento, stanco, senza speranza, ma non ha mollato - prosegue ancora la mamma di Lorenzo -. È stato sottoposto a trapianto di cellule staminali da un donatore e siamo stati molto fortunati perchè in Italia i donatori sono pochissimi. Ancora oggi a distanza di due anni si continua a lottare, si è costretti ad essere sottoposti a visite periodiche, a vivere con l'ansia, con la paura di una ricaduta".

Una storia, quella di Lorenzo, che è identica a quella di Federica Aufiero, che non è sopravvissuta ad un sarcoma osseo. Avrà sedici anni per sempre lei che sognava di diventare giornalista, scrittrice e anche ballerina. Campionessa nazionale di ginnastica artistica è andata via portandosi dietro un nastro e le inseparabili scarpette nere di ritmica. I genitori Caterina e Leo da quando Federica non c'è più dedicano la loro esistenza all'informazione ed alla prevenzione. Perchè ci sono zone, nel Frusinate, che sono 'segnate' o meglio dove l'incidenza tumorale è altissima. Come in una sorta di triangolo delle Bermuda che sta risucchiando lentamente migliaia di persone nel baratro del cancro.

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