Villa Santa Lucia, cimitero fuorilegge per i disabili: viaggio tra incuria e danaro pubblico sprecato

L'ascensore inclusivo fuori uso e colmo di sporcizia. La pedana, mai utilizzata, coperta da un lenzuolo e montata all'ingresso di una chiesetta per pochi eletti

La pedana per i disabiili mai messa in funzione

Un cimitero per pochi eletti. Un luogo sacro a cui dovrebbero poter accedere tutti. Invece no. Se vivi attaccato ad una carrozzina, se non puoi camminare ed hai dei cari a cui vuoi rendere omaggio, ti devi limitare a restare fuori dal cancello. Accade che, a Villa Santa Lucia, l'ascensore inclusivo e il sollevatore per i portatori di handicap, seppur compranti e montati, non sono mai stati messi in funzione. Nessun collaudo ma solo tanto spreco.

La denuncia

A raccontarci il calvario quotidiano di un meno abile è Rita Giorgio, costretta a vivere su una sedia a rotelle a seguito di un gravissimo incidente stradale avvenuto anni fa in autostrada. Da quel momento Rita è divenuta una vera icona per chi si è visto costretto a cambiare la sua vita. "Venire al cimitero e non poter salire li dove sono posizionate le tombe dei nostri cari è un qualcosa di indescrivibile - ci spiega -. E' umiliante dover vedere nel terzo secolo situazioni di questo tipo. Perchè sono ben a conoscenza del fatto che, quell'ascensore inclusivo e quel sollevatore, sono stati installati per una questione di autorizzazioni. Perchè lo impone la Legge. In Italia però abbiamo una Legge di facciata. Nessuno la applica se non in alcuni momenti. Perchè in pochi controllano. Il resto rimane nel dimenticatoio e quindi accade che, in un cimitero, siano stati spesi decine di migliaia di euro a tutela dei disabili ma senza che il Comune abbia le professionalità adatte a poter gestire macchinari così importanti".

Il viaggio nell'incuria

"Come si evince dalla fotografie è praticamente impossibile accedere nella parte superiore del cimitero se non hai gambe robusto ed un eccellete equilibrio. Per questo ho dovuto rinunciare, con grande rammarico, alla visita ai miei cari defunti - prosegue ancora -. Ma la mia battaglia la voglio portare avanti nonostante l'ostruzionismo ed il disinteresse. Perchè quello che gli amministratori comunali non comprendono è un concetto basilare: l'uso delle gambe o la perfetta abilità del nostro corpo sono legati anche al destino. A volte basta una mancata precedenza ad un incrocio per poi essere costretti a vivere legati ad una carrozzina. Apriamo la mente e rendiamo più sereno il tribolare quotidiano di che non ha colpe".

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