Cassino, la settimana di fuoco del sindaco: tra smentite social e porte lasciate aperte

Le denunce presentate alla Guardia di Finanza sulla questione loculi hanno fatto partire un'indagine ma intanto i dipendenti tacciati di essere 'spioni' soffrono di amnesia e dimenticano luci accese e il palazzo comunale diventa il Colosseo

Una settimana politico-amministrativa 'incandescente' che si è conclusa in maniera infelice. Il Comune lasciato aperto a notte fonda con tutte le luci accese. Ad intervenire sono stati gli agenti del commissariato allertati da alcuni passanti. Dimenticanza? In realtà lo strano momento di amnesia da parte degli addetti alla chiusura ed all'apertura del palazzo municipale arriva dopo che, sempre nella giornata di ieri, il primo cittadino, Carlo Maria D'Alessandro, aveva indetto una riunione con tutto il personale per discutere del 'troppo parlare all'esterno dei fatti amministrativi'.

Il faccia a faccia

Una rampogna, una sorta di lavata di testa, alla quale hanno presenziato solo una settantina di dipendenti rispetto agli oltre 200 presenti in organico ed alla quale non hanno potuto prendere parte le organizzazioni sindacali. La sintesi dell'incontro il sindaco di Cassino l'ha raccolta in un comunicato stampa: "Si è svolto mattina presso la Sala Restagno del Comune di Cassino l'incontro tra i dipendenti dell'ente, il sindaco e il segretario generale Rita Riccio. Quest'ultima ha richiamato tutti i dipendenti al senso di appartenenza ringraziandoli per il lavoro che profondono tutti i giorni soprattutto in una situazione di difficoltà dovuta all'impossibilità di assumere in tempi brevi nuovo personale. Richiamando però ad un maggiore rispetto del codice etico e soprattutto a mantenere inalterato il rapporto con l'utenza perché, come lei stessa afferma, siamo tutti servitori dello Stato. E lo stato per noi sono i cittadini".

L'appello 

Carlo Maria D'Alessandro ha condiviso le parole della dottoressa Riccio e "ha richiesto la più grande collaborazione possibile in un periodo difficile come quello che stiamo affrontando a causa del dissesto finanziario che, non è, di certo, dovuto a questa amministrazione. Ma di cui questa amministrazione paga le conseguenze". A far scattare la miccia è stata la donazione dei 960 rotoli di carta igienica da parte di Niki Dragonetti che, giustappunto, aveva raccolto lo sfogo dei dipendenti costretti a portarsi il necessario per i bisogni fisiologici da casa.

La smentita

Ma a far esplodere la rabbia del pacatissimo e per nulla permaloso primo cittadino, è stata la notizia riportata da alcune testate on line, della presenza della Guardia di Finanza presso l'assessorato all'Urbanistica. Carlo Maria D'Alessandro affida alla sua pagina di Facebook e non ai normali canali di comunicazione, la sua smentita e la sua amarezza. "Ho appreso, da una testata giornalistica online, che la Guardia di Finanza di Frosinone era presente presso gli uffici comunali. Ciò premesso, ho il dovere di comunicare a tutti che la notizia è falsa! E di tale falsità ho avuto conferma dai vertici della Guardia di Finanza di Cassino e della provincia".

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L'attacco dell'opposizione

A mettere il dito nella piaga politica di Carlo Maria D'Alessandro sono stati anche gli amministratori della precedente Giunta oggi all'opposizione, Giuseppe Golini Petrarcone, Edilio Terranova ed Enzo Salera, che 'rinfrescano' la memoria all'ingegnere e spiegano i motivi per cui la Guardia di Finanza e la Procura di Cassino stanno indagando sulla questione dei costruendi loculi al cimitero. Loculi pagati in anticipo fior di migliaia di euro e dei quali ancora non si vede l'ombra. "Ci chiediamo ma quali sono i veri interessi del sindaco D’Alessandro? La corretta esecuzione dei lavori, il rispetto dei tempi contrattuali e di consegna parziale, la risoluzione dell’emergenza dei loculi presenza salma o, invece, salvare l’apparire e chi, a vario titolo, è responsabile della negligente condotta dei lavori? Un ultimo passaggio sui motivi urgenti igienico sanitari citati dal sindaco. Purtroppo quando i problemi non si affrontano in tempi rapidi e quando non si adottano politiche programmatiche, si arriva ad affrontare le emergenze e si commettono tanti errori. Due anni per iniziare i lavori e dopo due anni ci si ferma ancora per fare altre modifiche inutili al progetto e soprattutto lavorando in emergenza loculi. Nel frattempo i cittadini hanno pagato per i loculi e ancora non hanno avuto nulla. Chi pagherà per questi errori? 

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