Martedì, 19 Ottobre 2021
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Regione, il Lazio più vicino all'Europa grazie al consigliere Piero Petrassi

“Uno strumento che consentirà di partecipare meglio all'attività di elaborazione e di applicazione della normativa comunitaria”: tale era stata definita la proposta di legge n. 60 del 2013 da Piero Petrassi, presidente della Commissione Affari...

"Uno strumento che consentirà di partecipare meglio all'attività di elaborazione e di applicazione della normativa comunitaria": tale era stata definita la proposta di legge n. 60 del 2013 da Piero Petrassi, presidente della Commissione Affari comunitari e internazionali,

cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori, nella sua relazione in Aula, lo scorso 14 gennaio. Oggi il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Daniele Leodori, ha approvato all'unanimità dei presenti (37 voti) la proposta concernente "Disposizioni sulla partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea e sulle attività di rilievo internazionale della Regione Lazio".

Con questo provvedimento, composto da 22 articoli (l'ultimo aggiunto oggi da un emendamento della Giunta per esentare i vari organi dal rispetto dei termini previsti da tale normativa nell'anno corrente), il Lazio colma una lacuna - rispetto a quasi tutte le altre regioni - e si adegua all'art. 117 della Costituzione, che richiama un collegamento tra i "vincoli comunitari" e la legislazione regionale. "Il principio ispiratore dei primi articoli di questa legge - aveva dichiarato ancora Petrassi, con riferimento in particolare all'art. 3 - sta nell'esigenza di creare un rapporto collaborativo e un flusso informativo continuo tra Giunta e Consiglio, soprattutto con la Commissione competente in materia europea, sulle tematiche di interesse regionale della normativa europea".

Il clima di sostanziale condivisione del testo, già approvato all'unanimità in Commissione e leggermente emendato in Aula, ha caratterizzato le dichiarazioni di voto finali da parte dei gruppi consiliari. Giancarlo Righini (Fratelli d'Italia) ha espresso "solo un rammarico, nel non veder riconosciuto il principio dell'interesse nazionale", che non avrebbe intaccato, a suo avviso, la sostanza di questa normativa. Voto favorevole è stato annunciato anche da Mario Abbruzzese (Pdl-Forza Italia), che ha ringraziato il presidente Petrassi per il suo lavoro di composizione delle varie posizioni in Commissione. Michele Baldi (Lista Zingaretti) ha ribadito la sua soddisfazione per questa legge che riannoda "il filo ideale con Ventotene e Altiero Spinelli" e rende l'Europa "più vicina al Lazio", mentre Riccardo Valentini (Per il Lazio) ha sottolineato l'importanza della funzione attribuita al Consiglio da questa legge. Gaia Pernarella (M5S), nell'annunciare il voto favorevole, ha ricordato però che tale normativa è un punto di partenza e va sottoposta a verifica costante. Petrassi ha infine espresso i suoi ringraziamenti ai colleghi, all'assessore Sartore e agli uffici legislativi di Consiglio e Giunta, per la loro collaborazione nell'elaborare un testo così condiviso.

L'articolato, illustrato alternativamente da Petrassi e da Gian Paolo Manzella (Per il Lazio) è stato in parte modificato da alcuni emendamenti presentati congiuntamente da Francesco Storace (La Destra) e Giancarlo Righini, in alcuni casi riformulati dalla Giunta, ma anche da uno presentato da Pernarella e Silvana Denicolò del M5S. In particolare, l'art. 2 stabilisce l'oggetto di questa legge, che si propone di disciplinare: la partecipazione della Regione alla formazione degli atti e delle politiche dell'Unione europea (cosiddetta "fase ascendente" dell'attività europea della Regione, disciplinata al capo II della legge); l'adeguamento dell'ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione ("fase discendente", di cui tratta il capo III); l'esercizio dei poteri della Regione derivanti dall'appartenenza all'Unione (capo IV); la promozione della conoscenza, delle istituzioni, delle politiche e delle attività dell'Unione presso cittadini, enti locali e altri soggetti pubblici e privati (capo V); la conclusione, nelle materie di propria competenza, di accordi con Stati e di intese con enti territoriali interni ad altri stati, nonché l'attuazione ed esecuzione di accordi internazionali conclusi dallo Stato (capo VI). Tra gli altri articoli di rilievo, il 6, che prevede la verifica del rispetto del principio di sussidiarietà nei progetti di atti legislativi comunitari, il 9, che disciplina la "legge regionale europea", da approvare annualmente in un' apposita sessione di lavori a ciò dedicata: di quest'ultima si tratta all'art. 10 ("ottima prassi", l'ha definita Denicolò), e nel corso di essa il Consiglio deve anche esaminare e approvare la relazione informativa (art. 11) annuale della Giunta ed eventuali atti di indirizzo ad essa.

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