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Roma, il Lazio verso l’expo con l'ottimismo giusto

L'Expo di Milano 2015 è un acceleratore di scelte strategiche per rilanciare l'identità di un progetto unitario fondato su di un Lazio "pieno" e presente per tutta la durata della manifestazione. Lo slogan appena coniato: "BEL LAZIO" è proprio...

L'Expo di Milano 2015 è un acceleratore di scelte strategiche per rilanciare l'identità di un progetto unitario fondato su di un Lazio "pieno" e presente per tutta la durata della manifestazione. Lo slogan appena coniato: "BEL LAZIO" è proprio quello di una Regione che vuole diventare potenza di ottimismo e di sviluppo positivo ha affermato Zingaretti nel chiudere i lavori del rapporto Censis.

Nella splendida cornice del Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, si è tenuto un importante Convegno, patrocinato dalla Camera di Commercio di Roma, nel corso del quale è stato illustrato il "Rapporto Censis" che ha fatto il punto sulla fattiva presenza della Regione Lazio all' EXPO 2015.

Al Seminario hanno partecipato importanti personalità del mondo imprenditoriale, socio-economico e politico. Con la sapiente guida moderatrice del Giornalista Eugenio Occorsio, sono intervenuti Giancarlo Cremonesi - Presidente della Camera di Commercio di Roma, Francesco Maietta - Responsabile Area Politiche Sociali Censis, Giuseppe De Rita - Presidente del Censis e Nicola Zingaretti - Presidente della Regione Lazio che ha concluso i lavori.

Il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi, dopo i saluti di benvenuto, ha sottolineato come le 6.700 imprese del territorio laziale stiano vivendo l'apertura dell'EXPO 2015 alla stregua di un evento di svolta e di crescita: sarà infatti una vetrina importante per fare bella figura sul palcoscenico internazionale, cercando nel contempo di fare "sistema" con il supporto della Regione Lazio. E' necessario cogliere questa opportunità per dare maggiore impulso e sviluppo alle attività di internazionalizzazione, dal momento che il Lazio contribuisce con oltre il 10% al PIL Nazionale, ma esporta solo il 4%. Nel settore turistico, inoltre, non solo l'Italia è passata dal 1° posto negli anni settanta all'attuale 5° posto, ma il 97% del flusso turistico del Lazio è concentrato sulla Capitale, mentre al territorio della Regione resta il residuo 3%. E' pertanto indispensabile un'inversione di rotta e quantomeno ridurre progressivamente tale forte divario.

Ha preso quindi la parola Francesco Maietta il quale ha riassunto in 10 punti l'indagine effettuata dal Censis, dalla quale emerge l'orgoglio di una Regione di grande contemporaneità che sarà in grado di cogliere l' occasione dell'Expo 2015 per raccontare e far conoscere il Lazio ad una immensa vetrina internazionale, soprattutto per la tipicità dei propri territori.

1° Punto) L'esistenza di una identità del Lazio è una realtà in crescita: infatti, oltre a dichiarare: sono ciociaro, romano, pontino, della Sabina, della Tuscia, ben il 56% dei cittadini della Regione intervistati ha dichiarato di essere anche cittadini del Lazio.

2° Punto) Il senso della identità del Lazio è relazionale. Il Lazio è un territorio attraversato trasversalmente rispetto alle singole province da flussi di persone in movimento nate in una provincia e che risiedono in un'altra: sono circa 2,4 milioni i cittadini del Lazio ad essere nati in un comune diverso rispetto a quello in cui vivono. Sono più di 4 milioni i cittadini del Lazio che si recano nelle altre province per i motivi più vari: a Roma, grande polo attrattivo, si reca il 93,7 % dei laziali delle altre province.

3° Punto) Roma è oggi una risorsa per il Lazio. La mostra del 1961 sulle Regioni, per i 100 anni dell'Unità d'Italia, fu cannibalizzata da Roma, tanto che il resto del territorio del Lazio fu rappresentato come un vuoto. Oggi invece il Lazio è un pieno e Roma è percepita da circa il 77% dei cittadini delle altre province della regione come una risorsa ed un'opportunità per l'intera Regione Lazio.

4° Punto) La tipicità dei territori. Quasi 4,5 milioni di cittadini del Lazio dichiarano di acquistare prodotti tipici del proprio territorio: lo fanno regolarmente quasi 2,5 milioni e, di tanto in tanto, quasi 2 milioni. Inoltre 4 milioni di cittadini acquistano prodotti tipici anche di altri territori della Regione. I prodotti ambasciatori della tipicità del Lazio nel mondo sono, secondo i cittadini, l'olio di oliva (45,8%), i vini (45,1%) ed i prodotti caseari (43,7%).

5° Punto) La potenza del cibo consapevole. Per i cittadini del Lazio mangiare non è solo un'attività fisiologica, ma consapevolezza delle culture che ruotano intorno al cibo: il cibo è la cartina di tornasole della contemporaneità delle nuove culture del vivere comunitario e dei moderni stili di vita.

6° Punto) Una Regione di cittadini aperti al mondo ed inseriti nelle reti globali. I laziali vanno per il mondo più degli altri italiani: negli ultimi tre anni si sono recati all'estero il 57% dei cittadini del Lazio, contro il 50,7% della media italiana. Una Regione protesa verso il mondo per storia, economia, cultura e stili di vita: la propensione al global, a cominciare dal cibo, è ormai un connotato costitutivo della società del Lazio.

7° Punto) L'Orgoglio di una storia da reinventare. Esistono storie locali che muovono l'orgoglio dei singoli territori, ma sta emergendo sempre più un orgoglio regionale, che capisce l'importanza della rinascita dal passato di prodotti e/o eventi che generano ritorni anche sul piano economico.

8° Punto) La potenza del virtuoso intreccio tra scienza, tecnologia e tradizione. Roma ed il Lazio ospitano un intreccio virtuoso tra ricerca scientifica ed innovazione, da un lato, nonché tipicità e tradizioni dall'altro.

9° Punto) Una Regione che si vuole bene. Il 55% dei cittadini laziali si dichiara ottimista nei confronti del futuro e circa l' 80% dei cittadini si dichiara soddisfatto di vivere nel Lazio.

10° Punto) Una produzione agroalimentare supportata dall'innovazione: con 6,3 miliardi di fatturato il sistema agroalimentare del Lazio rappresenta il 5% di quello nazionale ed il 3% della ricchezza complessiva dell'intera economia regionale.

L'intervento del Presidente del Censis Giuseppe De Rita ha inteso sottolineare come il Lazio, nel periodo tra il 1960 ed il 1970, non si fosse integrato nel Modello "Italia Centrale", nel quale, invece, erano presenti le Regioni della Toscana, dell'Umbria, delle Marche e dell'Alto Abruzzo. Oggi il Lazio possiede una relazionalità interna ed esterna che lo pone di diritto nel Centro Italia con una forte trasformazione della soggettività ed una realtà "piena".

Giorgio De Rossi

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