Sora, scontro acceso in Consiglio. L'ex sindaco Tersigni perde le staffe e si allunga sul tavolo

Una scena surreale quella avvenuta ieri durante la seduta del Consiglio comunale in cui si discuteva la proposta di riqualificazione dell'area ex Tomassi

Il consigliere Ernesto Tersigni accompagnato da un agente della polizia locale

Seduta infuocata, toni accesi e colpi di scena. All’indomani della seduta del Consiglio comunale di Sora si continua a parlare di quanto avvenuto nella sala consiliare, non per i punti inseriti all’ordine del giorno bensì per i vari botta e risposta tra sindaco e consiglieri e soprattutto per la ‘protesta’ inscenata dall’ex primo cittadino sorano, Ernesto Tersigni. Ma andiamo in ordine.

Il ricordo delle vittime del Covid-19 e l'approvazione del primo punto

La seduta di ieri è andata in onda eccezionalmente anche in streaming, poiché chiusa al pubblico a causa delle misure sul distanziamento per l'emergenza Covid. Alcuni dei consiglieri ed assessori erano seduti sui banchi in sala e non sui tradizionali scranni. In fondo i posti riservati alla stampa, gli unici ‘extra’ ad essere presenti. Si inizia con il minuto di silenzio chiesto dal consigliere comunale Valter Tersigni in ricordo delle vittime del Coronavirus. Si passa alla discussione del primo punto all’ordine del giorno sul piano vendita degli alloggi di Edilizia residenziale Pubblica proposto dalla consigliera delegata Simona Castagna. Qualche intervento da parte dell’opposizione, con suggerimenti propositivi da parte dei fratelli Tersigni,  ma tutto fila abbastanza liscio e la delibera viene approvata da tutti fatta eccezione del consigliere dei 5 Stelle, Fabrizio Pintori. Si passa quindi al secondo punto, quello più atteso e che lasciava presagire qualche colpo di scena, ovvero la deliberazione di Giunta sulla proposta di riqualificazione del complesso immobiliare ex Tomassi. Una questione che tiene banco da 25 anni ormai e sul quale il sindaco De Donatis ha puntato buona parte della campagna elettorale del 2016.

Massimiliano Bruni fa temere per il voto contrario

Che si alzassero i toni e che si ascoltassero interventi contrari provenire dall’opposizione era alquanto scontato, ma che i dubbi venissero dalla maggioranza lo era meno. È stato il consigliere di FdI Massimiliano Bruni, forse ancora con il dente avvelenato per la questione del ritiro della delega ai Lavori Pubblici, ad alzarsi in piedi e a leggere un documento a firma del partito di Giorgia Meloni, con cui ha elencato una lunga serie di “è indispensabile?” riferendosi in particolar modo alla realizzazione della cittadella della scuola. Un documento a nome di FdI ma letto da un consigliere e non dal capogruppo Simona Castagna che in un certo senso ha preso le distanze dal tono polemico contenuto nelle fitte 3 pagine. Parole che in un primo momento hanno fatto temere che Bruni avrebbe votato contro la deliberazione. A pensarlo è stato anche il sindaco che, non appena conclusa la lettura di Bruni, ha detto: “Ho sentito così tante volte la parola indispensabile che mi chiedo perché è seduto in maggioranza” invitandolo addirittura a farsi un esame di coscienza.

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Il colpo di scena di Ernesto Tersigni

Eppure non è stato questo il momento clou della serata, ma quello che sarebbe accaduto dopo qualche ora quando l’ex sindaco Tersigni è stato invitato ad uscire dall’aula, poi è stato accompagnato fuori da un agente della Polizia locale ed infine si è disteso sul tavolo posizionato in fondo alla sala, quello fino a poco prima occupato dai giornalisti. A scatenare la reazione del consigliere di opposizione sono state le pesanti frecciatine lanciate dal sindaco nella sua direzione mentre rispondeva alle domande poste dal fratello Valter Tersigni. Una replica con cui De Donatis fa riferimento ad alcune opere della passata Amministrazione come la diga nel fiume Liri mai ultimata, il cimitero comunale e la pubblica illuminazione. Affermazioni che hanno scatenato l'ira di Ernesto Tersigni la cui voce ha continuato a risuonare anche fuori dall'aula mentre ripeteva: "Sindaco sei un bugiardo, sei inaffidabile. Hai ricacciato le penne. Che falso!”. Quindi le parole di De Donatis: "Questa è una delle pagine più brutte vissute in quest'aula" infine l'approvazione del punto e la sua immediata esecutività.

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