Supino, Barletta e Pomponi (CS); nomina di Di Giorgi utilizzo distorto e personalistico delle istituzioni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: I cittadini sono ormai abituati ad avere una pessima immagine della politica per le brutte vicende che si apprendono quotidianamente dalla stampa, per la cronica incapacità di affrontare e risolvere i

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: I cittadini sono ormai abituati ad avere una pessima immagine della politica per le brutte vicende che si apprendono quotidianamente dalla stampa, per la cronica incapacità di affrontare e risolvere i

problemi e per le beghe che nulla hanno a che vedere con le difficoltà che la gente comune deve superare ogni giorno. In un periodo di crisi profonda quale è quello che stiamo vivendo, il disagio si rafforza e la speranza che le cose cambino diventa sempre più vana. Sono queste le considerazioni che ci suscita la nomina dell’Avv. Giovanni Di Giorgi – ex Sindaco della Città di Latina - quale assessore esterno della giunta comunale di Supino. Sono stati spesi fiumi di parole per questo incarico, utilizzata l’ironia anche contrapponendo all’eccesso i territori pontino e ciociaro. Ma l’unica considerazione che occorre sottolineare con forza e che non si può fare un utilizzo così distorto e personalistico delle istituzioni. Ed è con questa considerazione che ci rivolgiamo direttamente all’Avv. Di Giorgi chiedendogli come si può accettare un incarico di questa natura solo per conservare i ruoli che si ricoprono all’interno dell’ANCI? Perché questa è la ragione che sembra alla base della scelta di accettare l’incarico di assessore esterno a Supino. Come può un esponente politico che ha ricoperto il ruolo di primo cittadino a Latina – seconda città del Lazio per numero di abitanti dopo Roma – che ricopre l’incarico di vice presidente nazionale dell’organismo che raccoglie i comuni italiani a non porsi i problemi di natura etica che scaturiscono dalla accettazione di questo incarico? Proprio in ragione che le istituzioni non debbono essere piegate o utilizzate solo per gli interessi o convenienze di nessuno, ma solo per finalità pubbliche di tutela dei cittadini e crescita della società. Non sappiamo se queste domande avranno risposta, sappiamo però che quanto è successo a Supino non contribuisce a migliorare l’immagine della politica ma solo a peggiorare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. Non è tollerabile l’utilizzo spregiudicato di un Ente per finalità che non gli sono proprie, né tantomeno si può addurre la motivazione della esperienza e delle capacità della persona che non ci permettiamo di giudicare, ma a pochi mesi dalle elezioni tutto ciò sa di beffa ed inganno per i cittadini.

I consiglieri comunali

Gianfranco Barletta

Giovanni Pomponi

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