Giovedì, 29 Luglio 2021
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Frosinone Calcio, Federico Gatti si racconta: dal lavoro come muratore a sognare la Serie A

Federico Gatti in un’intervista rilasciata qualche tempo fa a Tuttocampo.it, si è detto entusiasta della nuova avventura in maglia canarina

Federico Gatti, uno degli ultimi arrivati in casa giallazzurra, in un’intervista rilasciata qualche tempo fa a Tuttocampo.it, si è detto entusiasta della nuova avventura in maglia canarina

È una di quelle storie che si vorrebbero raccontare più spesso quella di Federico Gatti, difensore classe 1998, che qualche settimana fa, ha firmato il suo primo contratto con una squadra di Serie B, ovvero con il Frosinone, nonostante fino a qualche anno fa giocava nei dilettanti.

“Due anni fa facevo il muratore e montavo serramenti – scriveva il difensore centrale l’anno scorso sulla sua pagina social – la sera mi allenavo tra fango, campi ghiacciati e freddo. Ne ho passate tante, esperienze negative e positive. Tutto mi è servito a crescere e a farmi diventare la persona che sono oggi”.

Gatti, cresciuto nelle giovanili dell’Alessandria, fa il suo esordio in Promozione con la maglia del Pavarolo come centrocampista centrale per poi, due stagioni dopo, ricoprire il ruolo da difensore centrale, vera svolta della sua carriera. Da lì in avanti, infatti, solo una costante crescita. Prima passa al Verbania dove vince il campionato di Eccellenza. In Serie D, sempre con la società biancocerchiata, è protagonista di un ottimo campionato, tanto da attirare su di sé l’interesse della Pro Patria. Nel primo campionato da professionista, il classe ’98 sorprende tutti, tanto da essere considerato dagli addetti ai lavori come uno dei migliori difensori centrali dei tre gironi di Serie C. Prestazioni che gli sono valse la chiamata del Frosinone.

L'intervista 

Federico, partiamo subito con la novità più fresca, il tuo passaggio al Frosinone. Te lo saresti mai aspettato dopo un solo anno di Serie C?

"No sinceramente non me lo sarei mai aspettato, ma ho sempre lavorato sin dal primo giorno che ho firmato con la Pro Patria per migliorarmi allenamento dopo allenamento e raccogliere il più possibile. E’ il frutto di un duro lavoro, ma di certo non ho intenzione di fermarmi o vederlo come punto di arrivo".

Quali emozioni hai provato, quando hai ricevuto la chiamata da una squadra di Serie B?

"Beh è normale che dentro di me ci siano delle emozioni fortissime, non solo per me, ma anche per la mia famiglia. Renderli orgogliosi è la cosa più bella che ci sia".

Cosa ti incuriosisce di più di questa tua nuova avventura?

"Tutto sinceramente! Gli allenamenti, le strutture, non vedo l’ora di iniziare in questo nuovo palcoscenico"

Quest’anno la tua squadra ha disputato un ottimo campionato ed è risultata anche la miglior difesa del girone. Ti ritieni soddisfatto della stagione? E che campionato è stato?

"Si abbiamo disputato una stagione sicuramente sopra le aspettative di tutti. Risultare la miglior difesa del girone per un difensore, è chiaramente un grande orgoglio. E’ stata una stagione particolare, perchè si giocava ogni tre giorni quasi tutte le settimane. E’ stato molto impegnativo, però siamo cresciuti tantissimo. Se ripenso ad inizio anno, i miglioramenti sono davvero tanti".

Nel giro di pochi anni, hai avuto una crescita esponenziale, passando dai dilettanti al calcio professionistico. Come hai vissuto questo passaggio? E’ stato difficile misurarsi a determinati livelli?

"E’ scattato sicuramente qualcosa dentro di me l’ultimo anno di Pavarolo, quando io lavoravo 9/10 ore al giorno e la sera mi allenavo prendendo come stipendio una miseria. Mio padre purtroppo, rimase a casa da lavoro e quindi scattò qualcosa nella mia testa. Dovevo cambiare non potevo accettare che le cose continuassero così. Il calcio professionistico è tutto un altro mondo, e ti posso dire che per un ragazzo è la cosa più bella che ci sia, entrare e vivere a pieno il mondo professionistico".

Non tutti lo sanno, ma fino a qualche anno fa, giocavi nel reparto avanzato del campo. Cosa è stato a farti cambiare ruolo?

"E’ stato proprio quell’anno lì, quando le ultime 10 partite in Eccellenza le disputammo con la juniores. Il mister guardando i ragazzi, vedeva che ero più alto degli altri e mi chiese se me la sentissi di giocare in difesa. Beh, direi che quella mossa, mi ha cambiato la vita".

La tua vera esplosione, possiamo dire che è avvenuta nell’anno in cui giocavi a Verbania e avete vinto il campionato. Lo pensi anche tu?

"Si lo penso anche io, anche perché disputai il mio primo vero campionato da difensore. Imparai molte cose dagli errori e dagli allenamenti".

La domanda è lecito fartela. Sei ad un passo dal gradino più alto chiamato Serie A, un sogno che tutti i ragazzi hanno da quando iniziano a tirare i primi calci al pallone. Ci avevi mai pensato? E’ un obiettivo che vorresti raggiungere?

"Se ripenso a tre anni fa, non avevo nemmeno idea del mio futuro, anzi ti posso dire che per ora il calcio mi ha davvero salvato la vita. Magari a quest’ora ero ancora a fare il muratore e a lavorare con i serramenti e sicuramente non essere soddisfatto di me stesso. Ora ti posso dire che la mia mentalità è quella di non accontentarmi mai, di migliorarmi ogni allenamento e puntare il più in alto possibile, con l’umiltà in primis, ma senza pormi limiti. E’ chiaro che è il sogno di ogni ragazzino poter giocare nel campionato di Serie A, ma io ora pensò solo a dare tutto me stesso con il Frosinone e raccogliere il più possibile a livello personale e soprattutto a livello di squadra".

Intervista di Tuttocampo.it

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