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Regione, Bianchi contro Buschini sulla Valle del Sacco: serve azione unica di rilancio, non bastano progetti percellizzati

Attivare subito una cabina di regia per definire una nuova valle fitodepurazione utile, ma non possiamo commettere gli errori del passato: serve svolta vera

Attivare subito una cabina di regia per definire una nuova valle fitodepurazione utile, ma non possiamo commettere gli errori del passato: serve svolta vera

L’Assessore Buschini sulla Valle del Sacco sembra voler imboccare una strada già percorsa con interventi parcellizzati, slegati tra loro e incapaci da soli di portare a un vero rilancio della Valle del Sacco. Mi lascia infatti molto perplessa l’annuncio fatto in queste ore sull'approvazione di interventi di fitodepurazione per individuare progetti di ricerca pilota nel territorio del S.I.N. Bacino del fiume Sacco.

Non nego l’importanza della fitodepurazione nel recupero di terreni inquinati, ma l'intervento può essere utile solo se inserito all’interno di un progetto di sviluppo complessivo della Valle. Un progetto capace di tenere insieme politiche agricole, di sviluppo industriale sostenibile, di gestione degli impianti inquinanti e di tutela della salute pubblica. Tutte azioni a cui dovranno essere chiamati a dare il loro contributo attivo il coordinamento dei Sindaci, le associazioni di cittadini e di categoria oltre ai vari enti coinvolti. Per questo nella mia attività consiliare ho sempre messo sul tavolo la necessità di un coordinamento territoriale e di una Cabina di Regia Regionale dedicata alla Valle del Sacco che coinvolga gli assessorati regionali allo Sviluppo, all’Agricoltura e alla Ricerca. Un approccio nuovo e davvero risolutivo che ho portato avanti anche da coordinatrice del Tavolo sulla Valle del Sacco in VIII Commissione con il quale nel 2014 abbiamo raccolto proposte e progetti dagli attori locali.

Non possiamo più permetterci di continuare a guardare al “problema” Valle del sacco solo dal buco della serratura pensando a piccoli progetti sparsi qua e là. Dobbiamo avere il coraggio di aprirla la porta e progettare per intero una nuova Valle del Sacco. Il ricordo dell’istallazione di migliaia di pioppi sulle rive del fiume subito dopo lo scoppio dell’emergenza è ancora fresco e non dobbiamo commettere lo stesso errore. Con il rischio di sprecare risorse pubbliche senza dare una risposta vera ai cittadini. Non vorrei essere ripetitiva, ma basterebbe copiare il modello della Ruhr in Germania

Spero che si possa fare chiarezza al più presto su questi aspetti. A partire dal prossimo 4 aprile quando presso il Ministero dell'Ambiente ci sarà la Conferenza dei Servizi nella quale verranno illustrate le Linee Guida degli interventi di bonifica dell’area. E che la richiesta di un vero progetto di sviluppo della Valle del Sacco arrivi forte e decisa anche dai Comuni, dalle Province di Roma e Frosinone, dalle associazioni di cittadini e dalle varie associazioni di categoria che parteciperanno alla Conferenza dei Servizi. Così Daniela Bianchi, Consigliera Regionale del gruppo "MDP" alla Regione Lazio e coordinatrice del Tavolo sulla "Valle del Sacco" in VIII Commissione Consiliare.

SANITA’, SIMEONE (FI) E FORTE (PD): “PRECARI, VIA LIBERA IN COMMISSIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE PER LA STABILIZZAZIONE”

“La commissione regionale politiche della salute e sanità questa mattina ha approvato, all’unanimità, la proposta di legge unificata per la stabilizzazione dei precari delle Asl di Latina e del Lazio. In tempi brevissimi la proposta di legge sarà portata in consiglio regionale per l’esame definitivo. Non possiamo che dirci soddisfatti – spiegano il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Simeone, e il consigliere del Pd, Enrico Forte – perché un nuovo fondamentale passo avanti è stato compiuto per rimuovere qualsiasi ostacolo alla stabilizzazione di medici, infermieri e tecnici che da dieci anni lavorano senza sosta e nonostante l’incertezza sul loro futuro garantendo servizi all’altezza delle aspettative dei cittadini. Su questa importantissima questione hanno prevalso il buonsenso e il raggiungimento dell’ obiettivo, condiviso della rimozione degli ostacoli normativi, di natura regionale, all’attuazione delle norme di salvaguardia introdotte dal legislatore nazionale. Si è trattato di un atto dovuto nei confronti di tutti i precari della Asl di Latina, e delle altre Asl del Lazio, che rischiavano di essere ingiustamente esclusi dal processo di stabilizzazione previsto dal DPCM 6.3.2015 e di cui all’art 1, comma 543 della legge 208/2015. Grazie a quest’azione congiunta un’emergenza che sembrava irrisolvibile, che avrebbe portato letteralmente alla paralisi i nostri ospedali, è stata non solo affrontata ma anche superata nei tempi brevissimi che la circostanza richiedeva. I nostri ospedali esprimono eccellenze professionali che devono essere valorizzate e messe nelle condizioni ottimali per svolgere al meglio il proprio lavoro. E’ solo grazie a questo personale che i tanti gap esistenti vengono ogni giorno colmati e i livelli essenziali di assistenza garantiti. Questa proposta di legge realizza, finalmente, tutte i presupposti perché le condizioni “ottimali” si concretizzino ad esclusivo vantaggio degli utenti che avranno assicurate prestazioni essenziali da parte di personale competente, esperto e stabile! Il nostro primo impegno, ora, è finalizzato alla immediata calendarizzazione della proposta di legge in consiglio regionale per dare, con la sua approvazione, concretamente avvio alla stagione delle stabilizzazioni”. Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali, Giuseppe Simeone, Forza Italia e Enrico Forte, Pd

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