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Carpineto R.no – Maurizio Centi e Marco Passeri presentano il libro "Caravaggio in fuga", sabato 29

Maggio 1606, un fatto di sangue nei vicoli di Roma, non il solo e neppure l’ultimo, ma questa volta chi uccide è uno dei più famosi pittori dell’epoca, conteso da nobili, alti prelati ed ammirato dal papa: Michelangelo Merisi da Caravaggio.

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Maggio 1606, un fatto di sangue nei vicoli di Roma, non il solo e neppure l’ultimo, ma questa volta chi uccide è uno dei più famosi pittori dell’epoca, conteso da nobili, alti prelati ed ammirato dal papa: Michelangelo Merisi da Caravaggio. La sua fuga da Roma, il suo peregrinare nella campagna romana sotto la protezione dei Colonna e degli Aldobrandini è ancora oggetto di studio. Rimangono le sue opere, come il “San Francesco in meditazione”, a testimoniare il suo passaggio. Oggi il volume “Caravaggio in fuga nelle terre degli Aldobrandini”, scritto da Maurizio Centi e Marco Passeri per Annales Edizioni, cerca di ricostruire quei mesi con la forma del romanzo storico.

Perché un libro su Caravaggio?

“Caravaggio in fuga”, oltre ad averci consentito di effettuare una ricostruzione storica avvincente e portata a termine con il massimo rigore, grazie al supporto di diversi ‘collaboratori’ sparsi nel territorio dei Monti Lepini – un grazie particolare lo rivolgiamo alla dott.ssa Fiora Bellini, Funzionario Storico dell’Arte del MIBAC – mira soprattutto ad affermare un postulato: se infatti si può ragionevolmente sostenere che il “San Francesco in Meditazione” originale fosse quello destinato al Convento Francescano di San Pietro in Carpineto Romano, ciò equivale ad affermare che sarebbe il tempo che il quadro facesse ritorno qui, magari al Museo della Reggia dei Volsci, che dispone di tutti i requisiti per poterlo ospitare.

Il nostro intento è proprio questo: restituire anche solo idealmente per un attimo il “San Francesco” al luogo per il quale era stato pensato e dedicato.

Caravaggio, gli Aldobrandini. Che posto era Carpineto nel XVII secolo?

Dicevamo che è plausibile che il “San Francesco in meditazione”, scoperto casualmente nel 1968 dalla storica dell’Arte Maria Vittoria Brugnoli nel coro della Chiesa di San Pietro, fosse effettivamente destinato al Convento francescano di San Pietro. Difatti il Cardinale Pietro Aldobrandini, signore del feudo di Carpineto ricomprato assieme ai borghi di Maenza e Gavignano dai decaduti Conti di Segni e Valmontone, abbellì il paese con strade, fontane, palazzi, conventi e luoghi di preghiera, facendoli adornare dai migliori artisti dell’epoca. E Caravaggio era uno degli artisti più ricercati e, come affermato da diversi autorevoli studiosi, il “San Francesco in meditazione” fu quasi certamente di una committenza dello stesso Cardinale per la nuova Chiesa di San Pietro. Quanto poi alla sua presenza in carne ed ossa in Palazzo Aldobrandini in Carpineto rimane una ipotesi plausibile anche se ancora avvolta in un cono d’ombra. Il nostro romanzo segue Caravaggio in quel lontano 1606, quando a maggio dopo l’omicidio di Ranuccio Tomassoni dovette fuggire da Roma raggiungendo Napoli nel settembre di quell’anno. Cosa realmente accadde tra maggio e settembre? La nostra è solo un’ipotesi avanzata studiando documenti e mappe, pura fantasia, ma a volte niente è più reale di un racconto fantastico.

Il volume sarà presentato sabato 29 ottobre alle ore 17.00 nel Chiostro del Convento di San Pietro a Carpineto Romano. Alla presentazione farà da cornice la mostra di fotografie storiche di Carpineto Romano curata da Riziero Giampaolo e Gabriele Cacciotti.

Stefano Gelsomini

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