Raccolta differenziata, raggiunto il 70% nel capoluogo, ora si punta all'80%

I dati del servizio illustrati in conferenza stampa. Cittadini virtuosi, un po' meno alcune attività commerciali. Indice puntato contro la Saf

A quasi un anno dall'introduzione del servizio di raccolta differenziata a Frosinone si traccia il primo bilancio che, dati alla mano, sembrano aver raggiunto gli obiettivi prefissati toccando quota 70% e puntando ora a raggiungere l'80%. È quanto detto questa mattina durante la conferenza stampa indetta dal sindaco Nicola Ottaviani e dall'assessore all'Ambiente Massimiliano Tagliaferri, alla presenza del Sovrintendente per i servizi ambientali del Comune, dott. Anselmo Pizzutelli, e degli ingegneri Lillo Rocca e Antonio Spinelli della De Vizia transfer spa.

Il picco tra maggio e giugno

“Siamo partiti a febbraio 2018 con il 16,53%, con il sistema attivo solo su una parte della città. L’incremento maggiore - spiega Ottaviani - è avvenuto tra maggio e giugno, con luglio che ha segnato il 69,02%. Siamo ormai stabilizzati a una percentuale intorno al 70%, sull'intero territorio comunale. Significa che l'obiettivo è stato centrato nel primo anno di attivazione del servizio di igiene urbana porta a porta, gradualmente diffuso su tutto il capoluogo, un risultato raggiunto grazie alla grande collaborazione da parte delle famiglie e dei singoli cittadini.

L'affondo sulla Saf

Il notevole risparmio derivante dalla raccolta differenziata, con le ricadute positive in bolletta, è stato attenuato, in parte, dall'aumento della tariffa Saf. Gli incrementi retroattivi decisi dalla Società, impugnati in sede giudiziaria dall’amministrazione, a nostro avviso sono iniqui ed illegittimi. A causa della inadeguatezza dell’impianto Saf nello smaltimento del differenziato, inoltre, il Comune ha dovuto ricorrere ad aziende esterne per il conferimento dell’organico. Oggi la Saf lavora solo indifferenziato ed è divenuta una sorta di discarica aggiunta di Roma, tradendo completamente la propria mission. A questo proposito – ha aggiunto il sindaco – stiamo valutando la rescissione completa del contratto di servizio”.

Ulteriori misure

Su alcune piccole criticità del sistema porta a porta, il sindaco ha rilevato: “Esistono pochi soggetti, anche commerciali, che non portano avanti la separazione degli scarti: questo comportamento fa sì che il costo del servizio venga spalmato sulle utenze civili e sulla collettività. Un comportamento, questo, che sarà oggetto di sanzioni molto più severe, a partire dalle prossime settimane. Per disincentivare l’esecrabile fenomeno di abusi in tal senso, verranno installate, su luoghi pubblici, le fototrappole, ossia degli occhi elettronici in grado di riprendere e individuare i trasgressori. Questi dispositivi, quindi, si aggiungeranno alle oltre 300 telecamere già funzionanti nell’ambito del progetto “Città in video””.

Oltre 3 milioni di risparmio

Lassessore Massimiliano Tagliaferri ha messo in risalto i dati economici relativi al servizio di nettezza urbana,che hanno evidenziato come, dal 2017, anno dell’inizio appalto, la città di Frosinone abbia risparmiato 3 milioni e 250.000 euro. “Ciò è dovuto sia a una minor produzione dell’indifferenziato, sia allo stop dell’abbandono, da parte dei residenti nei paesi limitrofi, di rifiuti all’interno del territorio del capoluogo. Il risparmio sarebbe stato più consistente se non fosse stato per la vicenda Saf già ricordata dal sindaco.

Riduzione della tariffa

Tuttavia, riusciremo comunque ad abbassare quest’anno la tariffa del 10% che, rispetto al 2017, è già inferiore di circa il 18%. Le utenze domestiche – ha proseguito - hanno risposto benissimo all’introduzione del porta a porta: le maggiori problematiche si riscontrano in quelle non domestiche. L’ospedale, ad esempio, era tra le utenze non registrate, mentre si riscontrano difficoltà anche all’interno della Casa Circondariale”.

Le novità

In estate partirà l’isola ecologica in via delle Dogane (dietro l’ex Mtc), in cui potranno essere conferiti pile, prodotti farmaceutici scaduti, Raee, olii minerali, carta e cartone, vetro, umido, ferro e metalli, plastica, polistirolo, risulte vegetali da sfalci e ramaglie, legno, rifiuti ingombranti, indumenti dismessi e scarpe, affiancando così l’altra isola attiva in zona Asi. Le due isole ecologiche mobili, in servizio da novembre, a breve raddoppieranno, diventando quattro, dislocate nella parte alta e in quella bassa della città. “Frosinone già appare nella classifica dei 15 capoluoghi italiani più virtuosi – ha detto Tagliaferri – Puntiamo al raggiungimento dell’ottanta per cento di percentuale di raccolta differenziata”. Per centrare l’obiettivo, tra le altre iniziative messe in campo, si giungerà, nei prossimi mesi, alla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione tra i giovani di tutta la provincia, che vedrà protagonista il liceo scientifico “Severi”.

Obiettivi 

“Le utenze domestiche – ha concluso l’assessore – pagano il 90% del costo totale di smaltimento. Il prossimo anno intendiamo allineare le tariffe, con una riduzione minima, a loro carico, del 20%. Per quanto riguarda quelle non domestiche, stiamo lavorando sulle utenze finora non registrate, il cui contributo permetterà di lasciare le bollette invariate. Contiamo di poter passare, tra due anni, al pagamento puntuale dell’imposta, secondo il proprio consumo di scarti”.

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Ripartono i controlli sulle caldaie

Il sindaco Ottaviani, infine, ha sottolineato che nelle prossime settimane, fino al mese di marzo, saranno effettuai i controlli sulle caldaie. “Dagli ultimi dati raccolti – ha dichiarato – i livelli di PM10 stanno subendo una diminuzione, anche grazie alle politiche attuate dall’amministrazione, come l’introduzione di automezzi del trasporto pubblico tutti euro 5, euro 6 e a metano. Dal momento che proprio gli impianti di riscaldamento sarebbero i responsabili della maggior parte di emissioni in atmosfera, intensificheremo le verifiche: come già accaduto lo scorso anno, avverranno con il metodo del sorteggio nelle diverse zone del capoluogo. L'obiettivo dell'amministrazione rimane, comunque, quello di agire non tanto in via repressiva e sanzionatoria, quanto sotto il profilo della ulteriore maturità culturale, nel rispetto dell'ambiente da parte di tutti, poiché le emissioni incontrollate in atmosfera, da parte delle caldaie, civili e industriali, compromettono non tanto un valore filosofico, quanto un interesse concreto di carattere generale, che coincide anche con il diritto alla salute".

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