Domenica, 25 Luglio 2021
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La Fp-Cgil attacca la Asl: "Basta al nuovo precariato"

Sotto accusa la delibera con la quale si incarica la ditta che si occupa della ristorazione, di assumere 50 lavoratori a chiamata diretta ma da adibire ai servizi di trasporto dei pazienti e di pulizia degli ambienti

"Ancora una volta nell’ASL di Frosinone si entra a lavorare senza selezioni pubbliche, nascondendosi dietro la giustificazione dell’emergenza". Questa la situazione denunciata dalla Fp-Cgil e che fa riferimento alla delibera della Asl n° 785/2018 a firma del Commissario Straordinario dottor Luigi Macchitella, con la quale si incarica la ditta VIVENDA SPA, che si occupa di ristorazione, di assumere 50 nuovi lavoratori con chiamata diretta, da adibire ai servizi di trasporto dei pazienti e di pulizia degli ambienti" e ciò "con la necessità di dotarsi urgentemente di ulteriore personale ausiliario".

Intermediazione di manodopera

"Come FP CGIL, rileviamo che appare incongruo ampliare un appalto per servizio di ristorazione, quindi basato su maestranze a ciò formate, per affidare anche il servizio ausiliariato che richiede mansioni totalmente diverse. Non comprendiamo come la ASL pensi di risolvere le criticità strutturali di carenza di personale sanitario ricorrendo a tipologie di lavoro che non possono nemmeno entrare in contatto fisico con i degenti. Rileviamo anche che ci appare non legittimo il fatto che la ASL possa indicare, nella Delibera su richiamata, che l’appaltatore debba assumere circa 50 nuove unità e non lasci libera l’azienda, eventualmente, di ampliare l’orario dei lavoratori già presenti. Più che un affidamento di Servizio la Delibera 785/2018 sembra prefigurare una intermediazione di manodopera. Tutto ciò non può essere passivamente accettato da questa O.S. che ha richiesto un incontro con la Dirigenza dell’ASL e che si riserva di trasmettere le proprie osservazioni alle autorità giudiziarie competenti.

Si incrementano i precari

Dobbiamo anche rilevare che, come Sindacato, abbiamo sempre combattuto le forme di precarietà, soprattutto nel Servizio Pubblico. Non abbiamo neanche terminato di stabilizzare i precari storici in Sanità, che la ASL di Frosinone ne approfitta per crearne subito altri. Sarebbe ora che i denari pubblici venissero utilizzati per garantire occupazione stabile invece di continuare a fare assunzioni con modalità che potrebbero far venire appetiti spartitori o clientelari. Sarebbe opportuno che la Regione Lazio, anche alla luce delle recenti sentenze che stigmatizzano appalti di servizi che invece mascherano solo intermediazione di manodopera, intervenisse e facesse le necessarie verifiche anche per risparmiare sui futuri contenziosi".

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