Suora indagata, un'altra mamma racconta: "faceva dormire mia figlia nel letto intriso di urine"

Si tratta di una ragazzina, oggi 14enne residente ad Alatri, che si trovava ospite nella casa famiglia dove opera la religiosa e che è riuscita a tornare a casa soltanto nel luglio scorso

Foto di archivio

Si aprono altri scenari sulla suora che opera in una casa famiglia di Frosinone e che al momento è indagata per maltrattamenti su una ragazzina di nove anni ospite della struttura. A carico della religiosa, infatti, era stato già aperto un altro fascicolo (le indagini sono ancora in corso) per un caso analogo.

Un calvario durato quattro anni

Elena (il nome è di fantasia) una ragazzina di 14 anni residente ad Alatri dopo un calvario durato anni è riuscita a tornare a casa soltanto nel luglio scorso. "Ma le cicatrici per quello che ha vissuto in quella casa famigliai - riferisce la madre- rimarranno per sempre". A denunciare la monaca per maltrattamenti proprio la mamma di Elena. Gli agenti del Servizio Minori della questura che avevano cominciato ad indagare sul caso, non appena avevano avuto in mano tutti gli elementi per chiedere il trasferimento della bambina in un'altra sede lo avevano fatto.

Un mese senza poter vedere la figlioletta

I ricatti della monaca

Elena che soffriva di enuresi notturne dovute ad una glicosuria, era stata trovata nel suo letto intriso di urine. La suora a detta della bambina la ricattava dicendole che se avesse indossato il pannolone non avrebbe più visto la madre. E lei poverina restava intere notti sul materasso bagnato e tremando dal freddo. Nel dicembre scorso la fine dell'incubo. La ragazzina era stata trasferita in una casa di accoglienza ad Arpino dove aveva trovato operatori bravissimi che proteggevano e coccolavano Elena. Il parere positivo che aveva dato il parroco che gestisce la casa familgia di Arpino aveva fatto in modo che la ragazzina ritornasse in famiglia.

La nota del presidente nazionale di "Più Italia" Fabrizio Pignalberi

Ma la madre continua ad attendere giustizia. Così come continua ad attenderla il presidente del movimento  nazionale di "Più Italia" Fabrizio Pignalberi, il quale in una nota stampa ha detto a chiare note di attendere, dalla dottoressa Barbara Trotta titolare dell'inchiesta risposte chiare e precise  sulla vicenda.: "A cosa serve - scrive Pignalberi su un comunicato- se pur dopo il nostro intervento una perizia probatoria nei confronti di una minore se vi sono prove sufficienti acquisite durante la perquisizione alla casa famiglia, nonché fornite dalla madre che attestano che la minore era soggetta a maltrattamenti? Che la struttura aveva cibo avariato? Che la bambina era costretta a dormire sulle lenzuola sporche delle sue proprie urine? Poco chiaro e nessuna risposta! Voglio risposte per la bambina e per la sua famiglia. Certo della professionalità del magistrato, sono fortemente convinto che risponderà a tali domande, per il bene della piccola”.

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