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Omicidio Gimmy Pozzi, si indaga sulla presenza degli assassini di Willy Monteiro sull'isola di Ponza

Il magistrato Maria Beatrice Siravo della Procura di Cassino ha chiesto un approfondimento della perizia medico legale svolta sul corpo del giovane pugile romano trovato morto lo scorso mese di agosto

Potrebbe esserci un nesso tra la morte di Willy Monteiro e quella di Gimmy Pozzi, il pugile romano trovato morto lo scorso mese di agosto sull'isola di Ponza. Il filo che lega i due giovani, morti entrambi in circostanze drammatiche ed a seguito di un pestaggio, sarebbe la presenza di Marco e Gabriele Bianchi, accusati dell'omicidio del 21enne di Paliano avvenuto lo scorso settembre a Colleferro, sull'isola dell'arcipelago pontino la notte in cui Gianmarco Pozzi, ex ex campione di kickboxing, è stato massacrato di botte e gettato da un'altezza di decine di metri.  

Il 10 giugno il via al processo per la morte di Willy Monteiro

Nei giorni scorsi, infatti, il consulente medico legale della famiglia Pozzi, il professor Vittorio Fineschi docente di Medicina Legale dell'università La Sapienza, ha consegnato l'integrazione di perizia richiesta dal sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo. Un atto che servirà a chiarire il coinvolgimento di altre persone nella morte del giovane. Il tanatologo evidenziato che le lesioni riscontrate sul corpo del 28enne fanno ipotizzare che nella zona circostante il luogo del rinvenimento del cadavere vi possa essere stata una colluttazione risoltasi, dopo essere stato trattenuto e schiacciato contro il muretto, con la precipitazione della vittima nel vuoto. Nella relazione inoltre Fineschi ribadisce che Gimmy Pozzi non sarebbe deceduto a seguito della caduta nel vuoto ma dall'azione di terze persone. Una versione che andrebbe a smentire quanto ipotizzato dal consulente della Procura che ipotizza una caduta avvenuta dopo una corsa in preda al delirio da cocaina.

Quindi il 28enne pugile romano potrebbe aver avuto una colluttazione con persone esperte nel picchiare pugni. Dopo la puntata de Le Iene andata in onda martedì sul giallo di Ponza, Paolo Pozzi, padre di Gimmy, ha ricevuto da una conoscente di Ponza una foto di Gabriele Bianchi scattata davanti a Palmarola e da lui stesso postata su Facebook il 7 agosto 2020 e sotto la quale ha vergato l'inquietante: 'Essere maledetto mi benedice'.

"La foto inviata dalla donna serve a segnalare la presenza dei Bianchi a Ponza nel tragico week end. Lei i fratelli Bianchi li conosceva già, e ricorda benissimo di averli incontrati sabato 8 agosto al porto e la mattina seguente. Dal servizio televisivo - ha riferito l'avvocato Fabrizio Gallo, che tutela i familiari di Gimmy - sono emersi particolari sullo spaccio di cocaina, su quantitativi acquistati a Roma e portati sull'isola. E' ormai acclarato che Gianmarco facesse parte di questo ambiente. Come è noto i fratelli Bianchi risultano indagati anche per spaccio. Infine, sarebbero stati visti nella discoteca Blue Moon dove Gimmy lavorava come buttafuori".

"Porterò all'attenzione della Procura di Cassino la segnalazione ricevuta e inerente la presenza dei fratelli Bianchi sull'isola di Ponza in quel tragico week-end. Un fatto che non può essere trascurato anche sulla base di alcune testimonianze che riferiscono di presunte responsabilità di persone non di Ponza - conclude il legale -. Non ultima la dichiarazione del titolare della discoteca che davanti alle telecamere televisive ha detto, rivolgendosi ai famigliari di Gianmarco, di cercare i responsabili a Roma". 

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