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Omicidio Mollicone, processo rinviato di tre mesi: mancano i giudici

La decisione è stata presa dal presidente del Tribunale di Cassino. Il trasferimento di due giudici, che non sono stati sostituiti, non ha consentito la composizione della Corte

Mancano due giudici al tribunale di Cassino e l'atteso processo per l'omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce assassinata nel giugno del 2001, viene rinviato di tre mesi. La prima udienza in Corte d'Assise era stata fissata per il 15 gennaio prossimo ma, nei giorni scorsi, con un decreto a firma del presidente del tribunale di Cassino, Massimo Capurso, il tutto è slittato al 19 marzo 2021. Entro questa data, salvo ulteriori complicazioni, dovrebbero insediarsi i due giudici mancanti e che con la loro presenza consentirebbero la formazione del collegio giudicante.

Lo sdegno dei familiari

La data di inizio del processo a carico delle cinque persone coinvolte nella morte della studentessa liceale, è stata fissata a fine estate, poco meno di sei mesi fa. Evidentemente il lungo lasso di tempo non è stato sufficiente ad individuare i due magistrati che andranno a prendere il posto del presidente del collegio penale, Donatella Perna, trasferita a Roma e del giudice Olga Manuel, trasferita in Abruzzo. La notizia del rinvio è stata comunicata agli avvocati delle famiglie Mollicone e Tuzi lo scorso 22 dicembre. La reazione di disappunto non si è fatta attendere: "Abbiamo passato un Natale pieno di amarezza e non solo per la situazione della Pandemia - ha spiegato Maria Tuzi, figlia di Santino, il brigadiere dei carabinieri morto suicida - ma soprattutto perché attendiamo l'inizio del processo con ansia. Non ci sono parole per commentare quest'ennesima mancanza di rispetto nei confronti di Serena, di mio padre e soprattutto di Guglielmo". Una beffa nella beffa visto che il rinvio a giudizio dei cinque presunti colpevoli è arrivato a 19 anni di distanza dai fatti. 

La promessa a Guglielmo

"Pur essendo dispiaciuto e rammaricato per il rinvio non credo possano esserci altre soluzioni visto che alla base della decisione c'è la carenza di giudici - spiega l'avvocato Sandro Salera -. Io rappresento Consuelo Mollicone, sorella di Serena, e come tutte le parti civili coinvolte in questa vicenda, attendo con ansia l'inizio delle udienze". Dario De Santis che ha sempre difeso Guglielmo Mollicone, morto lo scorso 31 maggio dopo una lunga malattia, oggi rappresenta Antonio, zio paterno della povera Serena. Non ha voluto commentare la decisione presa dal Tribunale ma il giorno dei funerali di Guglielmo, durante il discorso di commiato, ha preso un impegno: "Porterò avanti la tua battaglia come se fosse la mia battaglia, amico mio caro".

Un territorio penalizzato

Il rinvio del processo per l'omicidio di Serena Mollicone non è che l'ultima delle 'tribolazioni' che i cittadini sono costretti a patire. Il tribunale di Cassino, che per giurisdizione copre tre province (Frosinone, Latina e Caserta) e due regioni (Lazio e Campania) è in sotto organico da anni. Con l'accorpamento dell'Alto Casertano e del sud Pontino, sarebbe stato logico potenziare sia l'organico dei dipendenti che quello dei giudici. Invece il lavoro è triplicato e le forze sono diminuite. L'ufficio Gip, a fronte di una Procura che lavora a pieno regime con nove magistrati, è costretto a smaltire procedimenti, ordinanze di custodia cautelare, convalide ed udienze preliminari con tre Giudici per le Indagini Preliminari. Un fatto questo che 'ostacola' e non di poco, il percorso processuale di ogni singolo cittadino coinvolto.  

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