Continua la devastazione dei campi da parte dei cinghiali. Il settore del grano è in ginocchio

L'allarme arriva da Fabrizio Neglia presidente della Copagri che invita le istituzioni a trovare una soluzione condivisa

“Le istituzioni persistono nel trascurare il fenomeno dei danni da fauna selvatica mentre i cinghiali si moltiplicano e continuano la loro opera di devastazione sull’intero territorio della provincia di Frosinone”. E’ questo l’allarme lanciato dalla Copagri Frosinone-Latina, raccogliendo le numerose segnalazioni che giornalmente pervengono negli uffici dell’Ente da parte di coltivatori danneggiati. Sono anni che si discute di possibili soluzioni ma nulla è stato fatto e oggi più che mai, gli agricoltori, si sentono abbandonati a se stessi, costretti a prendere iniziative personali per difendere i raccolti:

Il momento di ritrovarsi insieme

“E’ giunto il momento – spiega il presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia – che tutte le istituzioni interessate dal fenomeno si ritrovino insieme per confrontarsi e si alzino dal tavolo solo dopo aver trovato la soluzione. I danni sono sempre più ingenti e avvengono ovunque perché il numero dei cinghiali è talmente alto da occupare l’intero territorio. Una situazione che sta sfuggendo di mano e che sta costando centinaia di migliaia di euro ai coltivatori della nostra provincia”.

Un intero comparto in ginocchio

Un intero comparto, quello del grano utilizzato per la pasta, ormai in ginocchio: “Un settore d’eccellenza distrutto senza che nessuno sia intervenuto con decisione, ma anche chi coltiva altri cereali come ad esempio il mais, sia ad uso zootecnico che umano, lamenta ingenti perdite economiche. Occorre, secondo noi, un abbattimento selettivo, l’unica soluzione in grado di diminuire il numero di una specie capace di riprodursi in maniera impressionante”. La Copagri Frosinone-Latina chiede che venga definito un programma in grado di arginare il fenomeno: “I danni subiti dagli agricoltori – sottolinea Neglia – sono incalcolabili e gli indennizzi tardano ad arrivare. Qualcuno ha provato a fare da sé ma le reti a basso voltaggio non funzionano e hanno, tra l’altro, costi notevoli. Chiediamo che venga convocato un tavolo istituzionale al più presto dal quale possa venire fuori la soluzione giusta”.

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L'allarme della Copagri

La Copagri lancia l'allarme anche per un altro fenomeno che andrebbe monitorato: "Si moltiplicano i casi - rivela Neglia - di lupi che scendono a valle attaccando gli allevamenti ovini-caprini. Una situazione che va presa in debita considerazione perché, anche in questo caso, i danni agli allevatori cominciano ad essere pesanti e la preoccupazione, tra loro, dilaga.

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