Emilia Zamuner e Bruno Tescione sotto le stelle di Atina regalano una serata magica

Il pubblica tributa agli artisti una standing ovation più che meritata

Le premesse affinché restasse qualcosa di memorabile, il concerto di sabato 5 settembre alle ore 21.30 in Piazza Marconi ad Atina (FR), c’erano tutte. Come detto nella presentazione del concerto le doti canore della protagonista Emilia Zamuner erano note agli addetti ai lavori ma lo stupore suscitato nel cuore e nella mente degli amanti del Jazz che hanno affollato il tradizionale palcoscenico di Piazza Marconi non era prevedibile ai più.

Il rispetto delle norme per contrastare la diffusione virale infatti non hanno impedito infatti ai trecento fortunati di apprezzare le note magiche della tradizione americana, della tradizione brasiliana e di quella napoletana regalate in una splendida serata settembrina dalla splendida voce di quella che da molti viene definita coma la “Ella Fitzgerald napoletana”, alias Emilia Zamuner, accompagnata dall’incredibile verve alle “sei corde” del maestro Bruno Tescione.

La ventisettenne napoletana infatti per l’occasione era affiancata dal chitarrista e musicista salernitano. Il “DUO” ha proposto canzoni del repertorio italiano, standard americani, standard brasiliani e canzoni della tradizione napoletana. Napoletana, 27 anni di età, Emilia Zamuner, ha confermato appieno quello che le recensioni specializzate proponevano sul suo conto. Una voce cristallina e soprattutto uno scat luminoso e sbalorditivo, di cui ha dato sfoggio praticamente in tutti i brani proposti.

E dunque non è stato difficile comprendere come mai la Zamuner sia stata selezionata tra le cinque finaliste del prestigioso “Ella Fitzgerald Competition” di Washington – unica artista italiana – e come mai ella si sia aggiudicata con grande successo di pubblico e di critica il secondo premio in palio.

La kermesse atinate si è aperta con uno splendido Gershwin, “Summertime”.

Una interpretazione quasi surreale, sospesa in un silenzio stupito interrotto solo dalla voce dell’artista tra le “cannate” della piazza e la Concattedrale di Santa Maria Assunta che avvolgevano il palcoscenico.

L’artista napoletana duetta con Bruno Tescione e fa subito comprendere a tutti quale sarà il magico trend della serata.

Tescione, anche lui campano di origine, chitarrista e docente di musica, artista versatile e sempre pronto ad intraprendere nuovi percorsi e nuovi progetti formativi musicali, asseconda Emilia in questa apparizione atinate da par suo nella splendida versione di “On the sunny side of the street”.

“Grab your coat and get your hat, Leave your worries on the doorstep,Just direct your feet …On the sunny side of the street” canta la Zamuner e la magia di Louis Armstrong scende sulla Piazza!

Emilia non si tira indietro nell’affrontare standard impegnativi e sfodera da par suo una versione da pelle d’oca di The “Nearness of You” la canzone scritta nel 1938 da Hoagy Carmichael, con il testo di Ned Washington. La canzone fu inserita nella colonna sonora del film Romance in the Dark nell'interpretazione dell'attrice Gladys Swarthout del Metropolitan Opera House. La prima incisione discografica fu registrata il 28 aprile del 1940 dall'orchestra di Glenn Miller, con la cantante Ray Eberle.

Il viaggio musicale che con simpatia e semplicità la Zamuner propone al pubblico atinate esplode definitivamente, in tutta la sua bellezza allorquando il duo si diletta a giocare con le note di ‎Vinícius de Moraes e della sua “La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria” nel corso della quale l’artista napoletana fa il verso, riuscitissimo peraltro, alla Vanoni.

Il Brasile di Emilia esplode allorquando chiama, a sorpresa, sul palco l’amica e cantante Enrica Di Nucci, presente tra il pubblico, per cantare il suggestivo “Fotografia” di Antonio Carlos Jobim.

Le due avvolgono in una atmosfera magica che sapeva di bossanova tutta la scena. Pubblico in delirio.

Passione che porta Emilia e Bruno a terminare il loro viaggio nella tradizione napoletana.

Tre gemme vengono regalate in rapida successione.

Una struggente e commovente versione di “Era de Maggio”, canzone d’amore che si colloca in una categoria molto particolare. Non è una serenata, come Voce ’e notte che fotografa un innamorato che a sera inoltrata, sotto il balcone della sua bella intona una canzone appassionata. Era de maggio appartiene ad un genere meno noto: la mattinata. La versione diurna della serenata.

Ed Emilia non permette l’equivoco con una brillantezza timbrica straordinaria…….

Da lì il passaggio finale prima del bis.

La tradizione napoletana esaltata da una versione tutta particolare di “Quando” di Pino Daniele. Pubblico in piedi che ovviamente richiama sul palco il duo di artisti che celebrano la serata con “I’ te vurrìa vasà” che è considerata una delle espressioni più alte dell’arte popolare napoletana.

Il brano è il canto lieve e innocente che l’umile calzolaio dedica ad un’ignota ragazza che lui non solo non osa svegliare, ma che non ha nemmeno il coraggio di guardare.

Emilia e Bruno volano sulle note di questo canto tradizionale lasciando stupito, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il pubblico atinate che tributa loro una standing ovation infinita.

Bravissimi!   

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