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Roma,Fondazione Einaudi: un patrimonio da preservare e che si rinnova, guardando al futuro

Fondazione Einaudi: un patrimonio da preservare e che si rinnova, guardando al futuro;  si è sempre detto e scritto che il futuro è fondato e preparato dal nostro passato, così come i successi e le conquiste del passato rappresentano per tutti noi...

Fondazione Einaudi: un patrimonio da preservare e che si rinnova, guardando al futuro; si è sempre detto e scritto che il futuro è fondato e preparato dal nostro passato, così come i successi e le conquiste del passato rappresentano per tutti noi, giovani e meno giovani, le premesse per il nostro futuro: concetti questi molto spesso, o quasi sempre dimenticati, dagli "uomini di potere" dei giorni nostri, che pensano di essere innovativi e originali, ignorando il passato : grave errore! Ma, una volta tanto, attiva qualche buona e bella notizia : ecco infatti che la Fondazione Einaudi di Roma, grazie alla sinergia avviata con la Fondazione Piccolo, una delle più antiche e gloriose istituzioni culturali italiane intervenuta per mettere in sicurezza il patrimonio politico culturale dove viene custodito il pensiero liberale, può oggi guardare al futuro. Ciò significa che potranno proseguire ed essere rilanciate tante attività fatte di studi, ricerche e iniziative culturali che rivolgeranno particolare attenzione alle tematiche politiche ed economiche, tanto nei loro presupposti storici quanto nella loro incidenza sulla vita sociale. Questo felice connubio ha portato l'assemblea dei soci a varare il nuovo consiglio di amministrazione che ha eletto presidente l'avv. Giuseppe Benedetto, nonché presidente anche della Fondazione Piccolo, e vice presidente Davide Giacalone. Saranno affiancati in questa opera di rilancio da prestigiosi nomi che rappresentano ancora oggi la continuità storico-politica della Fondazione Einaudi, a partire dal presidente ad honorem Mario Lupo, prodigatosi negli anni affinché la Fondazione continuasse ad essere un punto di riferimento della cultura liberale italiana. La Fondazione Einaudi sarà immediatamente operativa con un restyling del proprio sito internet e attivando profili social. Viene altresì confermato l'impegno formativo della Scuola di Liberalismo, marchio di fabbrica della Fondazione Einaudi. Nel 2016, per la prima volta, sarà infatti organizzato il primo campus estivo che permetterà a molti giovani di avvicinarsi alla cultura e al pensiero democratico e liberale. Una nuova iniziativa che andrà ad aggiungersi alle consuete attività corsistiche svolte sino al 2015. Sin dalla sua nascita nel 1962 per iniziativa di Giovanni Malagodi, la Fondazione ha svolto una preziosa funzione di diffusione delle idee e delle opere dei principali esponenti della cultura liberale - economisti, filosofi, politici - troppo spesso ignorati anche in ambito accademico. Attraverso la concessione di borse di studio mirate a ricerche ed approfondimenti specifici, la Fondazione ha inoltre contribuito alla formazione di una classe dirigente più sensibile alle istanze di un liberalismo moderno e consapevole dei grandi processi di trasformazione che stanno cambiando il mondo. Nel corso della sua esistenza la Fondazione è stata presieduta da personalità che hanno svolto un ruolo di rilievo nel campo culturale ed in quello politico: Gaetano Martino, statista e più volte ministro nonché fisiologo di fama mondiale; Ruggero Moscati, storico tra i maggiori del Novecento; Vittorio Badini Confalonieri, ministro e insigne penalista; Franco Mattei, economista, manager, per molti anni direttore generale di Confindustria; Giancarlo Lunati, scrittore e manager, presidente del Touring Club Italiano; Valerio Zanone, uomo di cultura, deputato, senatore, più volte Ministro, segretario del PLI, recentemente scomparso; Roberto Einaudi, architetto e nipote di Luigi Einaudi. Ad un certo punto della nostra storia nazionale, seppelliti dagli eventi i partiti ideologici, molti si sono scoperti, o almeno detti: liberali. Ammirevole lo slancio, meglio se sottoposto al continuo confronto e alla continua verifica di un filone culturale che non si è mai esaurito, né ha mai perso d'immediata attualità. Un percorso che non intende stemperarsi in passeggere mode verbali. Questo l'impegno per l'immediato futuro. (fonte ufficio stampa Paola Pacchiani).

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