Segni: sulle cave non si placa la polemica!

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: "Sono mesi che l’Amministrazione comunale ignora le nostre richieste e il motivo è solo uno: confida che prima o poi rinunceremo alla nostra battaglia di legalità. Si deve essere convinta che, non rispondendo alle...

mappa. incrocio.16

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

"Sono mesi che l’Amministrazione comunale ignora le nostre richieste e il motivo è solo uno: confida che prima o poi rinunceremo alla nostra battaglia di legalità. Si deve essere convinta che, non rispondendo alle richieste di incontro, scoraggiati, abbandoneremo ogni pretesa, dichiara Costantino Di Pietrantonio, cittadino di Segni.

Con lettera datata 18 dicembre 2015 il signor Di Pietrantonio ha chiesto al Sindaco di Segni, Boccardelli, se la società ESGRA srl ha eseguito a regola d’arte il progetto di escavazione, che prevede l’installazione di un dispositivo di fornello /galleria per trasportare il materiale scavato a valle dove avviene la frantumazione con opposito mulino, evitando cosi gli effetti dannosi e nocivi alla salute pubblica, causati dall’innalzamento del pulviscolo per lo scivolamento del calcare lungo la fiancata della montagna.

Allo stato dei fatti non sembra sia stato realizzato né che la deroga al piano di escavazione sia stata approvata dalla Commissione competente per materia.

Nel contempo, anche per il 2016, il Comune di Segni corrisponde prontamente alla citata società per la demolizione e la custodia dei resti del Castello Vicoi 40 mila euro!

Vogliamo continuare a portare avanti la nostra battaglia di legalità, legittimità e trasparenza dell’azione amministrativa, ma questa è anche una questione ambientale e di tutela della salute. Sono circa 100 anni che la montagna è depauperata delle sue risorse naturali senza alcuna forma di ripristino e di controllo! Vogliono azzerarla a livello del mare per faci vedere all’orizzonte le spiagge del Tirreno?

Perché l’Amministrazione non ci risponde? Noi vogliamo sapere se la ESGRA ottempera ai suoi obblighi e chiediamo agli Amministratori comunali di darci assicurazioni in questo senso.

Sulla base degli atti acquisiti ci siamo convinti – e lo dimostriamo pubblicamente - che per la cava, come per tante altre attività autorizzate dai Comuni (non assoggettate a controlli preventivi e successivi), le violazioni di legge sono la norma più che l’eccezione. I cittadini non hanno strumenti – se non il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (TAR) o la pressione e la denuncia pubblica - per far valere le loro ragioni contro un atto deliberativo adottato dalla Giunta o dal Consiglio comunale.

I residenti di Colleferro, che hanno la sventura di abitare in una zona estrattiva, segnalano puntualmente al Comitato di quartiere i problemi di traffico, transito, rumore e inquinamento provocato dai camion, commenta Ina Camilli, rappresentante del Comitato residenti Colleferro. E chiedono se la Proprietà e i Comuni di Segni e Colleferro abbiano effettuato studi analitici e una stima delle concentrazioni di inquinanti, del traffico determinato dalle attività di coltivazione della cava; chiedono se sia stata programmata la messa in opera di una viabilità di collegamento e/o alternativa per evitare il passaggio dei mezzi pesanti nel centro abitato e se verranno eseguiti interventi di miglioramento della sicurezza della circolazione, come il rafforzamento della segnaletica stradale di preavviso per la moderazione della velocità e di richiamo dell’attenzione dei conducenti.

L’impatto negativo del traffico di camion grava pesantemente sulle infrastrutture stradali e crea ostacoli alla circolazione, in particolare all’altezza dell’incrocio tra via Traiana e via Carpinetana, dove la strada, in salita/discesa, aumenta la pendenza ed è fiancheggiata da edifici.

Due dunque i problemi: la sicurezza stradale e la tutela ambientale. Come è stato possibile realizzare, con il concorso di più Enti, una costosa rotatoria all’incrocio tra via Carpinetana Est e la S.P. 89/A Segni-Anagni auspichiamo che la nuova Amministrazione comunale di Colleferro riprenda (o forse è già all’esame) il progetto per la messa in sicurezza dell’ingresso sud di Colleferro. Nell’aprile del 2014 la ex giunta Cacciotti aveva riconosciuto la necessità di tale intervento di sicurezza urbanistica e aveva annunciato “il completo rifacimento dei marciapiedi della zona comunemente nota come Murillo e della via Carpinetana Sud, che è il lungo rettilineo che si inoltra fino al confine con il Comune limitrofo di Segni.”

Dopo la conferma, anche quest’anno, che sforamenti e superamenti a Colleferro e dintorni sono, purtroppo, un dato strutturale – 106 il picco delle polveri sottili, più o meno il doppio del limite, e 57° sfondamento del tetto sui 35 ammessi - la questione ambientale resta la vera priorità, affrontata in modo inadeguato, come sottolineato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ritiene insufficienti i risultati finora raggiunti per tutelare la salute.

Quindi richiamiamo l’attenzione degli Amministratori sulle fonti di inquinamento da polveri sottili, di natura molto eterogenea. Ovvio che non sono solo i camion della ESGRA ad inquinare l’aria, perché un contributo addizionale è dato dal trasporto commerciale, autostradale, dalla TAV, dai treni ordinari, ecc. Per contrastare la presenza di PM10, PM2,5 e altro ancora, in concentrazioni superiori ai limiti di legge, non basta limitare il traffico veicolare privato; provvedimento efficace se accompagnato da altre misure transcomunali, come per esempio il censimento dei Tir commerciali e degli autobus di linea (alimentazione, immatricolazione, revisione, ecc.) per il rinnovo del parco veicoli."

Costantino Di Pietrantonio, cittadino di Segni

Ina Camilli, Comitato residenti Colleferro

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