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Lunedì, 15 Aprile 2024
Valle Del Sacco

Dall’Iran a Colleferro, in piazza per i diritti delle donne

Abbiamo incontrato la donna iraniana che vive da qualche anno in città alla manifestazione di pace contro il governo iraniano

Dall’Iran a Colleferro, la storia di una donna che scende in piazza per difendere i diritti delle sue connazionali e di tutte le donne del mondo. La globalizzazione che ci porta a vivere i problemi che sembrerebbero essere lontani da noi e che invece sono molto più vicini di quanto si possa immaginare. Giovedì scorso tra le decine di persone e i rappresentati istituzionali della zona, in piazza Italia a Colleferro c’era anche una donna con tanto di cartello ed accompagnata dal compagno con il quale vive nella cittadina a sud di Roma dove ha trovato l’amore ed il lavoro e soprattutto la libertà di potersi esprimere tutti i giorni senza nessuna limitazione personale.

 “Sono qui in piazza – ci dice emozionata – per protestare contro il governo iraniano. Quando successo il 16 settembre scorso con la morte di Mahsa Amini è una cosa veramente assurda. Un governo che non lascia nessun diritto e che continua ad uccidere tutti coloro che tentano di esprimere la propria liberta”.

La storia

“Io sono arrivata in Italia e qui a Colleferro dove sono stata accolta benissimo qualche anno fa grazie al mio attuale marito. Di lavoro faccio la liutaia e la cosa più bella è che grazie alla democrazia che c’è qui posso fare quello che voglio e posso vestirmi come voglio oppure posso ballare ed andare in bici. Il mio augurio è che tutti quelli che protestano possano trovare libertà e che si estenda in tutto il mondo”.

Le parole del sindaco Sanna

Presenti alla manifestazione il sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna ed i rappresentanti istituzionali dei comuni della zona limitrofa. “Molti penseranno che manifestare per solidarietà all’Iran trovandosi a chilometri di distanza non abbia un senso; a cosa serve? cosa potrebbe mai cambiare?  Forse non porterà a nulla ma è il fondamento necessario – ha spiegano Sanna ai presenti in Piazza - a superare il costrutto mentale più ingannevole e pericoloso dell’essere umano “il limite geografico”; non comprendendo che in questo mondo ognuno di noi è semplicemente “prigioniero” della propria geografia si potrebbe fare l’errore di dimenticare che siamo qui anche per eliminare il concetto che il posto dove nasci determina poi la tua vita.

Il 16 settembre, con la morte di Mahsa Amini, non sono iniziate le proteste in Iran, il 16 settembre il popolo iraniano ha dato voce a un lungo ciclo di proteste e manifestazioni, alla rabbia generata da anni di frustrazioni sotto il profilo economico, sociale e di limitazione della libertà.

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