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Rifiuti, cosa c'è dietro la nomina del direttore generale del Consorzio Minerva?

Il comitato NO EcoDistrettoRifiuti si chiede cosa stia succedendo e perché non si riesce a trovare questa importante figura

Ormai da mesi il Consorzio Minerva – costituito a settembre 2018 (in alto la foto degli amministratori comunali presenti alla firma) per la gestione del servizio di igiene urbana e ambientale in favore delle amministrazioni pubbliche socie dei Comuni  di Colleferro, Carpineto Romano, Genazzano, Labico, Gavignano e Gorga - non riesce a chiudere la procedura avviata per la nomina del Direttore generale, organo esecutivo del Consorzio intercomunale, con capofila Colleferro.

Questa nomina si sta rivelando particolarmente problematica, sebbene non vi siano cause oggettive che impediscono di concludere correttamente la selezione dei candidati. Visti gli accadimenti potrebbe ipotizzarsi il tentativo della politica di “pilotare” a sua discrezione una scelta che deve invece essere tecnica, connessa esclusivamente al possesso dei requisiti richiesti.

“In questa procedura – spiegano i rappresentanti del comitato NO EcoDistrettoRifiuti - spicca la mancanza di “trasparenza” da parte del Consorzio che, nei passaggi che qui ripercorreremo, dimostra come voglia agire e operare fuori dal rispetto delle regole che esso stesso si è dato. Ci riferiamo alla eccessiva spregiudicatezza con cui si stanno affrontando i vari passaggi procedurali, una leggerezza mai ammessa nella gestione della cosa pubblica, in particolare in presenza di diritti soggettivi dei partecipanti.

Il primo avviso

Il primo Avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Direttore Generale è del 25 luglio con scadenza 9 agosto 2018. A causa di un errore materiale nella pec, a cui inviare le domande, i termini vengono prorogati dal 9 al 31 agosto. Interviene poi una nuova riapertura dei termini, dal 1 ottobre al 16 ottobre, su richiesta dell’Assemblea dei soci, di cui non viene data la motivazione.   Nel frattempo ai candidati vengono chiesti ulteriori adempimenti, non previsti dall’avviso pubblico, senza alcun chiarimento sui motivi che hanno fatto scaturire tale necessità.

Prevale davvero poca trasparenza, che abbiamo rilevato anche nel rifiuto di ottemperare a una richiesta di accesso ai verbali dell'Assemblea dei soci avanzata dal Comitato, che ci fa dubitare, anche per questo, della correttezza della gestione del procedimento amministrativo.

La riapertura dei termini

Il 31 ottobre, su richiesta, questa volta, solo del Sindaco di Colleferro, Sanna, il termine viene nuovamente riaperto, ancora senza motivazione, dal 2 al 16 novembre. L’Assemblea dei soci non sostiene la richiesta del Sindaco Sanna e non la sottoscrive, forse perché intendono dissociare – a ragione - la loro responsabilità da quella del Comune di Colleferro e non vogliono essere trascinati nel contenzioso? L’aspetto più spinoso riguarda un passaggio espressamente previsto nell’Avviso pubblico, in base al quale le domande dei candidati sono trasmesse all’Amministratore unico, che può nominare una Commissione di esperti per valutare l’idoneità dei partecipanti ed esaminare i relativi curriculum.

Chi sono i componenti della commissione?

Ma chi sono i componenti della Commissione di esperti? Sembrerebbe siano gli stessi Sindaci soci, qualche Assessore e l’Amministratore unico. Secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico, dopo la valutazione dei curricula, l’Amministratore unico può sottoporre i candidati ad un colloquio: questo è il passaggio cruciale poiché la loro convocazione equivale al riconoscimento, da parte della Commissione di esperti, del possesso dei requisiti richiesti e dell’idoneità a ricoprire l’incarico. Ne consegue che la Commissione di esperti ha così espletato e completato la valutazione dei candidati e non è disposta ad andare contro le disposizioni dell’Avviso pubblico riaprendo i termini di partecipazione alla selezione.

L’atto finale della Commissione tecnica, a questo punto, doveva essere la pubblicazione della graduatoria e la nomina del Direttore generale, ma così non è stato.  Detto ciò, a voler essere precisi, sarebbe interessante o forse anche opportuno conoscere quali titoli posseggano i commissari per ricoprire tale incarico e quali competenze detengano in materia di rifiuti per essere all’altezza di valutare i curriculum e la preparazione professionale dei candidati. Le riaperture dei termini, decise a colloqui ultimati, fanno pensare che qualche candidato idoneo non sia apprezzato dalla politica, a prescindere dalle competenze, e questo alla faccia del diritto e dei diritti!

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Una creatura prettamente politica

Abbiamo la prova della natura prettamente politica di questa chimerica creatura che è il Consorzio, denunciata più volte da questo Comitato: un intreccio tra interessi economici, politici e spavalderia di chi sul territorio, facendosi scudo dell'ignara cittadinanza all'oscuro di tali sotterfugi, pensa ormai di essere intoccabile. Ai cittadini infatti si continuano a chiedere atti di fede e a negare i più elementari diritti sulla conoscenza e trasparenza degli atti e delle azioni amministrative del Consorzio. Contro tale reiterato atteggiamento il nostro Comitato chiederà l'intervento del Difensore civico”

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