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Coronavirus, quattro storie di mamme disperate: "Vaccinate i nostri figli disabili"

La paura del contagio raccontata attraverso le parole di chi, da mesi, non esce di casa con il timore di far ammalare familiari fragili

La campagna di vaccinazione anti Covid-19 prosegue senza sosta anche nella provincia di Frosinone e nelel ore scorse hanno inziato a vaccinare gli over 80 ma a chiedere di poter essere sottoposti alla preziosa cura di protezione sono i familiari di ragazzi o persone portatori di disabilità. Per questo motivo abbiamo raccolto l'appello di quattro madri che ci hanno inviato questa lettera. 

Alba e i suoi sei anni

"Sono Francesca mamma di Alba, bimba di soli 6 anni. Capisco che Alba per la sua età non può essere vaccinata, però io e suo padre una volta vaccinati potremmo proteggerla. Per questo chiediamo di essere inseriti quanto prima nelle liste di vaccinazione. Non sappiamo a chi rivolgerci. Ci hanno consigliato di scrivere al direttore sanitario dell’ospedale che a sua volta ci invita a scrivere alla responsabile dell’ufficio vaccinazioni Asl di Frosinone che dice che non ci sono ancora disposizioni in merito; nel frattempo però adottiamo tutte le misure di sicurezza per nostra figlia soprattutto per consentirle di frequentare la scuola primaria che le ha permesso di uscire da un guscio chiuso dal 4 marzo 2020, in attesa che dal governo centrale i disabili ed i loro cargivers vengano contemplati come categorie vulnerabili".

Chiara e il suo sorriso

"Sono Claudia la mamma di Chiara di 33 anni, Chiara frequenta o meglio dire frequentava il Centro Arcobaleno di Caira, non esce da casa dallo scorso marzo. Chiara non ha la percezione del tempo, dunque la certezza che prima o poi tornerà ad uscire e a rivedere i suoi amici del centro. Io sono stanca, stufa di sentirmi dire di avere pazienza da chi non ha vissuto sulla propria pelle né l'amore né il sacrificio. Cari politici occorre una grande forza morale per farsi carico di una parte minima de problemi altrui, facilmente dimenticate i diversamente abili.
Nella società odierna si parla di integrazione, di rispetto della dignità umana, ma in realtà nessuno si interessa realmente alle problematiche legate alla disabilità, spesso le famiglie sono lasciate sole con i loro problemi.
Io come mamma non chiedo e non voglio un "trattamento speciale" per mia figlia, io voglio, esigo rispetto dei diritti di Chiara e di tutti i diversamente abili, esigo delle risposte. Mia figlia non parla, ma con i suoi sorrisi esprime, nonostante tutto, la fiducia in un mondo dove si rispettino i diritti di tutti".

Rita e mamma 'trucco'

"Sono Paola la mamma di Rita, è passato giusto un anno dal suo ultimo ricovero. Il 10 febbraio 2020 entriamo al 'Gemelli' con febbre altissima, ancora non si sapeva nulla del Covid ma pochi giorni dopo tutto è iniziato. Usciti dall'ospedale mi sento ripetere "Rita è vulnerabile, dovete proteggerla" Non bisogna avere una disabilità per chiedere protezione, uno spera sempre che i diritti dei nostri figli siano rispettati. Ma una mamma di un figlio disabile ha paura, più degli altri. Non vive mai serena. Nemmeno quando la vedete sorridente o vestita e "truccata". Si truccata è la parola giusta. Noi mamme speciali non facciamo mai trasparire le nostre paure, il nostro dolore perché i nostri figli ci hanno insegnato a sorridere sempre perché loro pensano che non esiste il menefreghismo la superficialita, loro si fidano di tutti anche di uno stato che non li considera proprio. Forse proprio per questo abbiamo il diritto di essere ascoltate.

Giovanni e le sue recite

"Sono Silvana madre di Giovanni di 31 anni. Fino ad un anno fa mio figlio era molto impegnato. La mattina al centro diurno Arcobaleno di Caira e il pomeriggio, con sua grande partecipazione, nuoto, ballo, motoria e teatro. Da marzo 2020 tutto sospeso. Da 4 mesi, osservando le massime precauzioni da parte nostra e degli operatori tutti, ha ripreso a frequentare la mattina il centro diurno. Poi più nulla, si sta chiusi in casa e si esce solo per le effettive necessità sempre con una grande paura. Per un ragazzo come Giovanni ammalarsi di Covid potrebbe essere letale! 
Con le altre mamme ci siamo date da fare a destra e a manca per sapere quando è previsto il vaccino per i nostri ragazzi così fragili, ma nessuno sa nulla! Noi famiglie di ragazzi disabili diamo la vita per loro e sentirci così trascurati, anzi ignorati da chi di dovere, ci butta nella disperazione e mette a dura prova la nostra resistenza".
 

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