Rifiuti, 200 tonnellate al giorno alla Saf per l’emergenza della Capitale

Il nuovo piano è stato necessario dopo l’incendio al Tmb Salario e così si andrà avanti fino a Capodanno. L'accordo firmato questa mattina

Mattinata importante per l’ambiente e per la salute dei cittadini romani che, ancora una volta, verranno “salvati” dalle strade invase dai rifiuti nelle festività natalizie grazie al coinvolgimento delle altre province del Lazio. In fatti, l'accordo tra Rida e Lazio Ambiente di fatto sblocca l'ultimo tassello del piano di Ama per tenere in sicurezza la gestione dei rifiuti di Roma, almeno fino a Capodanno. Le 800 tonnellate al giorno per le quali la Capitale aveva chiesto il soccorso degli altri impianti regionali, dopo l'incendio al tmb Salario, andranno al tmb della Viterbo Ambiente (100), a quello della Saf (200), in provincia di Frosinone, a quello di Rida (300) ad Aprilia, al tritovagliatore mobile di Ama a Ostia (circa 100) e ai tmb di Malagrotta, che riceveranno circa 100 tonnellate in più oltre alle 1250 circa ordinarie.

Un piano di lungo periodo

Ama è al lavoro – si legge in un lancio dell’agenzia DIRE - per redigere un piano di lungo periodo che assicuri la chiusura del ciclo delle circa 3.100 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti dalla città. Di queste, circa 2.000 saranno trattate dai due tmb di Malagrotta e dal tmb di Rocca Cencia, per le restanti quantità si potrà fare affidamento su Rida, Saf e Viterbo Ecologia. Ma anche sul supporto del tritovagliatore mobile che la municipalizzata ha sistemato nello stabilimento di via dei Romagnoli ad Ostia e, se necessario, anche sui due tritovagliatori di proprietà di privati (Colari e Porcarelli) situati a Rocca Cencia e sull'eventuale aiuto di altre regioni. L'accordo con l'Abruzzo scadrà il 31 dicembre ma è possibile che venga concessa una proroga fino alla prima decade di gennaio. Per nuovi invii sarà necessaria una richiesta della sindaca di Roma, che infatti ha inviato poche ore fa una lettera al governatore Lolli.

Dove sono le discariche?

Tuttavia, al netto di eventuali accordi con altre regioni, la chiave di volta per assicurare la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti indifferenziati romani starà nella localizzazione delle discariche in grado di ricevere in non pochi scarti derivanti dal trattamento delle circa 3100 tonnellate di indifferenziato prodotto. Quelle di Colleferro e Civitavecchia con ogni probabilità non saranno in grado da sole di sopportare questo peso e, allo stesso modo, quella di Viterbo e di Roccasecca (in esaurimento) non potranno essere "stressate" oltremodo per evitare di creare altre emergenze nel Lazio.

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