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Omicidio Mollicone, il cerchio investigativo si è chiuso con le dichiarazioni del brigadiere suicida Santino Tuzi

Il sottoufficiale dell’arma tre giorni prima di morire ha verbalizzato un interrogatorio nel quale confermava la presenza della 18enne di Arce nella Caserma il primo giugno del 2001

La perizia stilata dalla Dottoressa Cristina Cattaneo, anatomopatologa di fama mondiale, viene suffragata da importanti elementi raccolti dal sostituto procuratore Alfredo Mattei che si sta invece occupando del suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Il sottoufficiale dell’arma, tre giorni prima di togliersi la vita nell’aprile del 2018, ha dichiarato ai carabinieri ed alla procura di Cassino di aver la 18enne di Arce Serena Mollicone il 1 giugno del 2001. La studentessa ha suonato al citofono della caserma ed è entrata. Dall’interfono della caserma una voce ha ordinato al brigadiere di farla entrare.

Le tre persone presenti in caserma indagate per omicidio volontario

Dichiarazioni importanti che sono state cristallizzate dagli investigatori e ritenute elemento chiave per l’indagine sulla morte di Serena Mollicone. Per la procura della Repubblica e per la dottoressa Cattaneo il suicidio di Santino Tuzi e la morte della 18enne sono legati a doppio filo investigativo. La dichiarazione del brigadiere ha quindi dato una svolta alle indagini portando all’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario ed occultamento di cadavere le tre persone che oltre al brigadiere quel giorno si trovavano nella caserma di Arce. Parliamo dell’ex comandante Maresciallo Franco Mottola, del figlio Marco e della moglie Annamaria.

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