Omicidio Mollicone, Serena ha lottato con tutte le forze prima di essere stordita a pugni e calci. Soffocata quando ancora era in vita

La relazione della dottoressa Cattaneo ricostruisce degli aspetti inediti e scioccanti che hanno poi portato alla morte ingiusta e incomprensibile della studentessa di diciotto anni nel giugno del 2001 nella caserma dei carabinieri di Arce

Il corpo di Serena abbandonato tra i rifiuti nel bosco di Fonte Cupa

Uccisa non per sbaglio ma con ferrea volontà. L'aguzzino o gli aguzzini di Serena Mollicone quando hanno compreso che la ragazza, nonostante le tante botte e l'impatto violento contro la porta, fosse ancora viva, l'hanno soffocata mettendole un sacchetto di plastica sulla testa. Quando? Secondo la perizia stilata dalla tanatologa Cristina Cattaneo, consulente della Procura, la giovane donna, dopo essere rimasta stordita dalle percosse, ha perso i sensi. Chi era con lei, nella caserma di Arce quel primo giugno del 2001, ha creduto non ci fosse più nulla da fare e per questo dopo averle messo del nastro isolante sulla bocca e sul naso, l'ha 'scaricata' in un luogo all'aperto, per poi andare via.

Soffocata con un sacchetto in un secondo momento

La dottoressa Cattaneo a tal proposito spiega nella sua relazione: "E' ragionevole pensare che prima di essere coperto dal sacchetto di plastica, il volto sia stato esposto per un periodo di tempo perchè le mosche deponessero le uova". Chi l'ha aggredita e stordita, una volta tornato sul posto, forse per spostare nuovamente la ragazza che era stata avvolta in un plaid a scacchi rosso (e ritrovato un anno e mezzo dopo dalle polizia poco lontano dal bosco di Fonte Cupa con i buchi provocati dal fil di ferro che avvolgeva le mani e le caviglie della liceale) ha compreso che Serena ancora respirava. Forse si è lamentata, forse si è mossa, magari aprendo gli occhi. E invece di prestarle soccorso. Di salvarla, l'ha uccisa soffocandola, inserendo la sua testa nella busta di plastica. Come ha fatto la dottoressa Cattaneo ad arrivare ad una simle conclusione? Semplicemente analizzando il corpo di Serena e tutto ciò che lo stesso ha conservato, nonostante fossero passati sedici anni. La bella diciottenne prima di essere colpita si è difesa strenuamente. Sono emersi infatti ematomi risalenti a poco prima della morte.

Tante botte e poi lo stordimento per l'urto contro la porta dell'alloggio militare

E' stata presa a calci, pugni e strattonata e sbattuta con la testa contro la porta dell'alloggio della caserma, come risulta dopo le tante analisi effettuate per accertare la precisa compatibilità. Una violenza infinita e senza un motivo. I colpi sferrati a mani nude sulla porta, secondo la dottoressa Cattaneo appartengono con molta probabilità alle nocche dei due uomini indagati. Padre e figlio. L'ex maresciallo dei carabinieri di Arce, Franco Mottola e del suo primogenito Marco. Un altro aspetto scioccante della perizia, inoltre, viene riservato al momento in cui Serena avrebbe sbattuto con violenza contro la porta. La ragazza ha riportato - oltre a un taglio sulla fronte sinistra - anche un trauma cranio ed uno cervicale con la lesione del padiglione auricolare. Quel povero corpo è stato scambiato per un sacco da pugile, contro il quale sfogare frustrazione e rabbia. "Lesioni contusive al ginocchio, al gluteo, al collo provocati da urti, colpi, afferramenti, cadute" scrive il consulente Cattaneo nella perizia. La parte finale dello scritto viene riservato alle tracce di una miscela trovate sui calzini e sul fuseaux nero indossato dalla ragazza. Una polvere composta da lantanio, cerio e piombo.
"Seppure la compresenza di cerio e lantanio può essere prodotta da oggetti correlati alla generazione di scintille, la rilevanza di queste tracce va valutata da parte di esperti del settore". In sintesi la tanatologa affida la soluzione definitiva del Giallo di Arce ai consulenti del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri. La loro perizia sarà consegnata nei prossimi giorni. Intanto lunedì mattina papà Guglielmo sarà nuovamente in diretta su Storie Italiane, Rai 1, a partire dalle ore 10. In collegamento dal bosco di Fontana Liri dove la ragazza è stata ritrovata l'uomo commenterà quanto scoperto dalla tanatologa. 

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