Cultura

7 minuti: film tributo alle donne, risveglio delle coscienze aspirando al recupero della propria dignità

  di Caterina I.Paoletta e Lorenzo Appetito Solo sette minuti? Quanto sono importanti davvero e cosa

di Caterina I.Paoletta e Lorenzo Appetito

Solo sette minuti? Quanto sono importanti davvero e cosa sono in realtà? Ed eccola servita freddamente quella pillola, che deve andare giù per forza , con quello zuccherino dalla cadenza francese, dei nuovi padroni.

Quel sottile gioco, che dilania fino a far arrivare anche alle mani , un gruppo di donne, di operaie protagoniste del film "sette minuti "proiettato la sera dell' otto marzo gratuitamente al cinema Ariston di Colleferro.

Un appuntamento voluto dalla Consulta delle Donne di Colleferro e Montelanico, come precisa la delegata facente parte della Consulta delle Donne lna Camilli, pochi minuti prima, di proiettare il film. Solo poche parole e decise a ricordare, quanto sia importante parlare delle donne e non dimenticare cosa ha significato nella storia davvero l' otto Marzo. Intervenute alla serata fattivamente Rebecca Silvagni di Amnesty internazionale, Carolina Onorati e Michela Pistolesi Consulta delle Donne Montelanico e Mauro Navarra associazione culturale segni onlus.

Due accenni veloci ai prossimi appuntamenti per la settimana dedicata alla donna , per lasciare spazio ai volti e le storie delle operaie protagoniste del film.

Bianca e le sue colleghe malcapitate a decidere di pancia subito un si è poi dividersi attraverso le proprie storie e paure e decidere non solo per sé ,pur desiderandolo , era impossibile essere egoista. Nessuna poteva dimenticare di rappresentare altre donne, che domani volevano avere qualcosa da mettere a tavola, proprio come loro.

A vedere le scene del film, i primi piani su volti logori dagli anni, dalla fatica, segnati dagli abusi, umidi di lacrime, si provano le emozioni delle protagoniste operaie sottopagate, sfruttate, anziane e doloranti o giovani e umorali, disabili, donne d'origine estera fuggite da molestie e povertà, tutte comunque sotto lo stesso «cielo o mare che precipita» sulle loro teste, come la minaccia di rimanere senza lavoro, senza soldi per il sostentamento proprio e della famiglia. Queste donne temono di perdere quanto faticosamente guadagnato col lavoro, disprezzano i proprietari che le vendono insieme alla fabbrica e l'un con l'altra per questo o quel motivo etnico, culturale, sessuale; sono rattristate dall'essere state separate, dal dover chinare la testa pur di mantenere il posto; queste donne sono arrabbiate perché costrette e non lasciate realmente libere di scegliere per la propria vita. Non c'è gioia finché non si decide di dire no, di contravvenire alla decisione imposta e indotta, che alla fine arriva: solidarietà reciproca per il bene di chi esse rappresentavano.

Non si rimane indifferenti dopo essersi immedesimati con le 11 storie di donne che sono tutte: nostre madri e nonne, sorelle e figlie. Ciascuno che assista al loro vissuto e sentito sarà mosso a compassione. Passare due ore ad assistere a ciò che e lavoratori vivono e sentono potrà guidare più saggiamente la mano di chi gestisce la sala dei bottoni. Il profondo del film è nell 'esortazione al risveglio delle coscienze aspirando al recupero della propria dignità , nonostante le avversità, valori di cui la nostra società ha bisogno.

Un film scelto con molta cura che lascia ampio respiro per lunghi dibattiti, ogni protagonista eccellente, ha marcato un aspetto sociale ricorrente, unico comun denominatore il dubbio. Sapere di essere in trappolala e continuare ad avere paura mista a rabbia . costrette Cadere in trappola o alzare la testa e combattere?

Dilemma che avvolge le protagoniste durante tutto il film, meravigliosamente scelto,proprio per fermarsi a riflettere, magari per sette minuti.
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