Piloni, discussione rinviata. Fabio Tagliaferri: "Giusto aggiornare la delibera"

L'assessore al Lavori Pubblici interviene all'indomani del Consiglio comunale che aveva come punto all'odg la proposta di transazione tra l'ente e la società concessionaria

Un punto all'ordine del giorno atteso quello sulla tanto annosa questione Piloni e inserito nel breve elenco degli argomenti trattati durante l'ultimo Consiglio comunale dello scorso venerdì, che però è finito con un nulla di fatto. La delibera sulla proposta di transazione tra l'ente comunale e la società concessionaria verrà discussa, o meglio si continuerà a discutere, in un altro momento. In realtà il dibattito in Aula c'è stato tanto che dopo l'illustrazione della proposta avanzata dall'assessore Fabio Tagliaferri era intervenuto il consigliere d'opposizione Stefano Pizzutelli sollevando alcune perplessità in merito. Nella fattispecie il consigliere di Frosinone in Comune ha storto il naso due volte: la prima per la mancanza agli atti del Consiglio dello schema di transazione e la seconda per le spese del rimborso che l'Ente dovrebbe alla Piloni srl. Necessario quindi rimandarne il dibattito. Ed ecco l'intervento dell'assessore Tagliaferri dopo la decisione della maggioranza. Dichiarazioni nelle quali definisce legittima la disamina della delibera, controbatte alle dichiarazioni di Pizzutelli e ricostruisce l'iter nato nel 2005.

"Più che legittimo"

“La decisione presa dalla maggioranza di aggiornare, al prossimo consiglio, la delibera relativa alla proposta di transazione tra l’Ente comunale e la società I Piloni - ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici, Fabio Tagliaferri – poggia su un presupposto molto semplice: la vicenda trattata, infatti, presenta molteplici aspetti che hanno fatto sì che la situazione di stallo si perpetuasse per ben 14 anni. È più che legittimo, dunque, la disamina della delibera possa richiedere maggiori approfondimenti da parte del consiglio, su tematiche che, seppur fantasiose, devono sgombrare il campo da ogni dubbio. La maggioranza, in tal modo, ha mostrato profondo senso di responsabilità e rispetto verso il patrimonio dei cittadini. La volontà di proseguire nella direzione intrapresa è chiara e non intendo sicuramente sottrarmi all'approfondimento di ogni questione, anche se solo strumentale e campata per aria.

Sulla mancanza dello schema

La questione sollevata dal consigliere Stefano Pizzutelli – ha concluso - circa il presunto mancato deposito dei bilanci da parte non già della società i Piloni, ma ad opera di una società a questa collegata, non ha alcuna rilevanza amministrativa rispetto alla transazione proposta dal settore lavori pubblici, oltre a non avere alcuna pertinenza giuridica. Pertanto, respingo al mittente ogni tentativo di instillare dubbi circa la legittimità della delibera, che ha l’obiettivo di difendere esclusivamente l’interesse della città, ossia restituire l’uso dei Piloni, simbolo identitario del capoluogo, alla cittadinanza di Frosinone”.

L'iter

L’intera vicenda è iniziata nel 2005, con il contratto di concessione sottoscritto tra Comune e società I Piloni. Secondo il progetto preliminare posto a base di gara, l’oggetto della concessione era costituito dalla riqualificazione e dal recupero del complesso, con la realizzazione di due piani sottostanti largo Turriziani, di cui il superiore adibito ad attività commerciali e l’inferiore a parcheggio pubblico, con l’esecuzione di attività di scavo in profondità adiacenti a fabbricati civili e alle arcate esistenti.

Il concessionario si impegnava a finanziare la realizzazione dell’opera interamente con l’apporto di mezzi propri, con il diritto di gestire e sfruttare economicamente l’opera, da parte della società, per 30 anni. Il progetto definitivo veniva approvato il 2 ottobre 2006; in sede di approvazione emergeva, fra gli altri, una variazione del quadro economico di riferimento passando, il valore dell’investimento, dai previsti 1.500.000 euro a 2.101.221,78.

Dopo diverso tempo (17 aprile 2007) veniva presentato il progetto esecutivo, su cui non risulta intervenuta approvazione comunale. Successivamente, la progettazione esecutiva veniva rivisitata con una nuova ipotesi, con soppressione dei parcheggi posti a livello di via de Gasperi; studi geomorfologici e geotecnici sollevavano, infatti, forti perplessità, per ragioni di sicurezza, circa l’opportunità di eseguire scavi  a grandi profondità vicino a fabbricati civili e arcate, così come previsti originariamente.

In particolare, gli esiti di tale verifiche suggerivano la realizzazione del parcheggio su aree esterne diverse rispetto a quelle inizialmente interessate dalla procedura di selezione, con conseguente interessamento di altro suolo pubblico. Nonostante tale progetto avesse ottenuto parere favorevole della Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio e della Soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici, non risulta, dagli atti, che sia mai stata rilasciata l’autorizzazione sismica.

Successivamente, nel 2010, il concessionario, in relazione ai maggiori costi afferenti alla nuova progettazione, chiedeva all’ente il riequilibrio della concessione (nuovo pef di 1.902.402,29 euro), nonché l’estensione del periodo di concessione a 45 anni. Dalla documentazione non risulta che l’amministrazione comunale abbia approvato il progetto esecutivo del 2010, modificativo della progettazione oggetto di procedura di project financing; né ha assentito alla richiesta di revisione del Pef e di prolungamento della data di concessione.

Dunque, si è venuta a determinare una situazione di stallo derivante dal fatto che la concessione sottoscritta nel 2005 è rimasta non attuata, né si è proceduto alla realizzazione dell’intervento previsto dalla modifica progettuale intervenuta. Stante il tempo trascorso, dunque, non possono ritenersi più attuali e coerenti i presupposti tecnici e finanziari alla base della proposta presentata. Il comune, ad oggi, ritiene che l’intervento oggetto di concessione non risponda più all’interesse pubblico. Tra l’altro, una diversa valutazione dell’interesse è imposta anche dal fatto che la proposta del 2005 debba ritenersi ipso facto superata, dal momento che dall’approvazione del progetto definitivo (2006), si è reso necessario modificare lo stesso, nel 2010, per motivi di sicurezza.

Il rimborso delle spese

L’amministrazione Ottaviani, dopo aver preso atto della corrispondenza intercorsa tra l’ente e il concessionario, al fine di evitare un lungo contenzioso tra le parti e per sbloccare lo stallo tecnico-amministrativo, ha quindi convocato il concessionario per procedere a una risoluzione consensuale della concessione mediante il rimborso dei costi sostenuti e documentati, oltre a ulteriori importi che siano ritenuti dovuti dalla società, rispetto ai quali l’amministrazione si riserva la propria valutazione. Con la nota del 3 gennaio, la società indicava l’importo di 243.128,41 euro a cui aggiungeva quella di 120.000 euro oltre oneri di legge a titolo di mancata percezione dell’utile di impresa. Venuto meno l’interesse a realizzare il progetto come proposto all’epoca, viste anche le problematiche presentatesi, l’amministrazione ha ribadito la necessità di avere la disponibilità dell’area, al fine di provvedere alla messa in sicurezza della stessa. La giunta comunale ha quindi dato mandato al dirigente dei settori pubblici, ing. Giancarlo Curcio, di disporre tutti gli accertamenti in merito alle spese sostenute dal Concessionario. Il settore comunale ha determinato in 126.000 euro il valore complessivo degli oneri sostenuti, mediante anche sopralluoghi congiunti. Il metodo alla base della individuazione dell’importo è ispirato a un principio di obiettiva congruità, per un totale massimo attualmente stimato, come sopra riportato, in 126.000 euro, rateizzato in nome del principio di efficacia, efficienza ed economicità oltre che di pubblico interesse".

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