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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Provincia 'avvelenata': dopo l'allarme zinco alla Saf, nei pozzi Mad eccesso anche di arsenico

La relazione dell'Arpa Lazio non lascia spazio a dubbi: le falde sono fortemente compromesse. A Cassino i cittadini scendono in piazza contro il malfuzionamento del depuratore Cosilam: aria irrespirabile

Un'altissima concentrazione di arsenico, ferro e manganese, nei punti di prelievo della Mad di Roccasecca e quindi nel sottosuolo, sono la dimostrazione che nel Cassinate la situazione ambientale è al 'tracollo'. I dati forniti dall'Arpa di Frosinone parlano chiaro: la presenza di metalli e semimetalli all'interno dei 'pozzi', situati all'interno della discarica di Cerreto e su tutta la rete piezometrica, supera di gran lunga i limiti consentiti dalla Legge.

Gli alti valori di arsenico

L'arsenico che dovrebbe fermarsi a 10 microgrammi arriva a sfiorarne i 30; la presenza del ferro che dovrebbe avere come limite 200 microgrammi oscilla tra i 1600 ed i 2000 microgrammi; discorso identico per il manganese, la cui presenza nelle acque e nel sottosuolo non dovrebbe superare i 50 microgrammi: i prelievi parlano di una concentrazione che oscilla tra i 300 ed i 700 microgrammi.

Un aspetto questo che desta enorme preoccupazione e che ha indotto il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco ad informare le Istituzioni ed a chiedere l'avvio dell'iter di caratterizzazione o bonifica del sito gestito dalla Mad chiuso oramai da qualche mese. "Detti superamenti, anche di entità superiore a 15 volte il limite previsto dalla norma, segnalano non solo che è in atto una grave compromissione delle matrici ambientali, ma indicano un peggioramento dello stato ambientale del sito rispetto alle analisi ed ai campionamenti eseguiti - si legge nella nota a firma del primo cittadino ed inviata al Prefetto di Frosinone, al Ministero della Transazione Ecologica ed alla Asl di Frosinone - dal 2016 all'attualità (maggio-settembre 2021) ed effettuati da diversi e distinti soggetti (IRSA-CNR ed Arpa Lazio). Per Legge è sufficiente il superamento di uno solo dei paramentri per l'attivazione dei procedimenti di caratterizzazione ed eventuale bonifica del sito".

Nella stessa lettera il neo rieletto sindaco chiede alla Regione di "procedere al riesame dell'AIA rilasciata alla Mad con determinazione del 14 dicembre 2020". La certificazione, a firma del dirigente del settore ambiente Flaminia Tosini (arrestata la scorsa estate insieme al presidente della Mad, Walter Lozza per i reati di concussione turbata libertà di procedimento di scelta del contraente) ha come oggetto la "modifica sostanziale all'Autorizzazione Integrale Ambientale alla  Mad - impianto di discarica per rifiuti non pericolosi". Un nulla osta che stona fortamente con la relazione marzo-aprile 2021 stilata dall'Arpa nella quale emergono chiaramente le violazioni delle prescrizioni dell'AIA in relazioni alla quantità di abbancamenti autorizzati in quanto "risulterebbero essere stati conferiti in discarica circa 1.041.867 tonnellate di rifiuti, ovvero pari a 302.426 tonnellate in più a quanto autorizzato". 

Ma se Atene piange Sparta non ride: spostandoci di qualche chilometro da Colfelice e Roccasecca, arriviamo a Villa Santa Lucia e Cassino dove la popolazione continua a fare i conti, ormai da decenni, con il malfunzionamento del depuratore del Consorzio Industriale del Lazio Meridionale (Cosilam). La Procura di Cassino ed i Carabinieri Forestali nelle scorse settimane, con l'indagine 'Acqua nera' hanno eseguito dei provvedimenti strettivi a carico di cinque persone accusate di 'inquinamento ambientale'. Inoltre è stato nominato di un custode giudiziario che deve occuparsi del funzionamento dell'impianto. E proprio questo secondo aspetto continua ad essere una spina nel fianco di chi vive nelle zone dove sono installate le pompe di sollevamento: fetori e miasmi rendono la vita insopportabile fino al punto da indurre i comitati e le associazioni ambientaliste a organizzare una protesta pacifica per martedì 26 ottobre, a partire dalle 16, in piazza De Gasperis a Cassino. 

Perchè il diritto alla Salute non può essere messo in discussione da nessuno.

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