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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cultura Ceccano

Dieciminuti Film Festival, la generazione di tutti

Si è concluso il festival internazionale di cortometraggi a stampo "Glocal". Chi ha vinto? Dalla Spagna alla Grecia, dall'oltreoceano tornando in Italia, i vincitori sono anche i 55 volontari che sostengono questa realtà da ben diciotto edizioni

C’è una realtà che potremmo chiamare collettività in quel di Ceccano - in provincia di Frosinone - dove si fa il cinema. Ma cosa vuol dire “fare cinema”? Proiettare storie di grandi e piccoli registi da una cabina di regia sul grande schermo? Non proprio. O quanto meno, non solo questo. 

Fare cinema - per il Dieciminuti Film Festival - è tendere il braccio verso ciò che può sembrare ignoto, ma è proprio su quell’ignoto che si fondano le speranze delle vecchie e nuove generazioni. Non a caso - per questa diciottesima edizione - il tema del concorso internazionale echeggiava nelle urla del gruppo rock britannico The Who. My Generation, una delle migliori e più forti dichiarazioni di ribellione giovanile di sempre, ha inaugurato ogni serata del festival fino alla premiazione conclusiva tenutasi sabato 1 aprile. 

“La nostra generazione è una moltitudine di persone che non hanno bisogno dell’anagrafe per fare quello in cui credono. Puoi avere 20 anni e dirigere 25 persone nel reparto più complesso e articolato del Festival. Puoi avere 17 anni e gestire un impianto audio/luci davanti a centinaia di persone e non avere mai problemi in 6 serate.

Puoi essere un gruppo di 55 pazzi con idee, età, attitudini, carattere e provenienze diverse e riuscire a fare un evento capolavoro, senza intoppi, riempiendo una grande sala di altrettanti pazzi che vogliono solo poter dire “stasera esco perché c’è il Dieciminuti”, oppure “stasera vado a Ceccano perché c’è il Dieciminuti”.

Puoi fare un semplice evento di cinema in cui però parli di Russia, Iran, Turchia e Siria, aborto, uguaglianze, depressione, cambiamenti climatici, problemi alimentari, migrazioni, maternità, solitudine e gioia di vivere, riempiendo le teste e i cuori di 1.500 persone che a fine serata ci guardavano in faccia e ci dicevano solo “grazie, domani torno”.

Puoi fare tutte queste cose, ma niente sarà come una persona che fino al giorno prima non avevi mai visto e il giorno dopo, nel salutarti, si mette a piangere e ti ringrazia perché ha scoperto di valere qualcosa per sé e per gli altri”, così il Direttore artistico Alessandro Ciotoli, in una nota alla redazione.

Continua. “Ecco, questo ha fatto la nostra generazione nella settimana del DFF18: ha lanciato un grido così forte da essere ascoltato ovunque. Dopo quel grido, abbiamo ascoltato nitidamente delle risposte, e quelle risposte vogliamo raccoglierle, per andare avanti.

Questa edizione del DFF è stata bella e intensa, non la dimenticheremo facilmente, e per questo ringraziamo tutte le volontarie e i volontari che l’hanno resa possibile, e tutti coloro (amici, familiari, sponsor, sostenitori, fornitori) che ci hanno aiutati e supportati. Ringraziamo il Comune di Ceccano, che ci ha dato il patrocinio gratuito e la “nostra casa”, il Cinema Antares, una struttura da rilanciare per avere lo sviluppo che davvero merita. Ringraziamo la Regione Lazio, che tiene in vita il festival grazie ai finanziamenti del Bando Cinepromozione e ci riconosce ormai da anni come Buona Pratica Culturale.

Il DFF19 porterà tante novità, in ogni ambito, sarà una nuova fantastica avventura tutta da scoprire”.

Il Dieciminuti Film Festival è giunto al termine, dunque. Tuttavia, la macchina resta accesa, pronta per la prossima edizione, ancor più grande, ancor più soddisfacente. 

I vincitori del DFF18

Miglior Film (Selezione Ufficiale) – Natìa (Roberta Spagnuolo, Italia)

Miglior Film (Extralarge) – Memoir of a Veering Storm (Sofia Georgovassilli, Grecia)

Miglior Film (DOC10) – Murmur (Katharina Pichler, Austria)

Miglior Film (Animazioni)Amarradas (Carmen Córdoba González, Spagna) 

Miglior Fotografia – Norm Li per Same Old (Extralarge)

Miglior SceneggiaturaTom Furniss per Rustling (Official Selection)

Miglior Montaggio – Meka Ribera per Mesa para 3 (Extralarge)

Miglior Colonna Sonora – Sergey Petukhov per No Trace (Extralarge)

Miglior Attore – Peter Mullan per Don vs. Lightning (Extralarge)

Miglior Attrice – Barbara Ronchi per La neve coprirà tutte le cose (Extralarge)

Menzione Speciale Giuria AnimazioniMatapacos (Karla Riebartsch e Lion Durtst, Germania)

Premio Speciale IndieGestaTula (Bea de Silva, Italia) (Extralarge)

Miglior Film (Visti da vicino) – ex-aequo Bolle (Andrea Rampini, Italia) e Essere Idea (Francesco Bortone, Italia)

E allora, cos’ha vinto quest’anno? La voglia di rivalsa, di gridare al mondo la propria libertà e affermazione individuale in un contesto sempre più fragile. Ha vinto la caparbietà, l’irrequietezza e l’irriverenza. La gentilezza e la passione di una generazione che non vuole perdersi nel marasma. 

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