Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Da Anagni ad Alatri l'iniettore di mezzo di contrasto Tac: alle “fonti interne” di Ambrosetti replica la D’Alessandro

La dg della Asl Frosinone risponde per le rime al capogruppo FdI della Città dei Papi: “Si dà il caso che fosse non usato, con prodotti in scadenza, da agosto 2020”. E si dice costretta a replicare anche a "chi tuona sotto il nastro delle inaugurazioni"

Il consigliere comunale di Anagni Riccardo Ambrosetti e la manager della Asl Frosinone Pierpaola D'Alessandro

Il dato di fatto è che l’iniettore del mezzo di contrasto della Tac del presidio sanitario di Anagni è stato trasferito al presidio ospedaliero di Alatri. Dalla Città dei Papi, appresa la notizia “da fonti interne”, il capogruppo consiliare di FdI Riccardo Ambrosetti si è scagliato contro la Asl di Frosinone, ritenendo il trasferimento un’ulteriore privazione di un servizio essenziale ai cittadini. “Stavolta la motivazione da parte della Asl - ha dichiarato l’esponente di Fratelli d’Italia - pare sia stata che ‘non c’erano richieste sufficienti da parte dell’utenza per utilizzare la Tac’, quando invece il macchinario è stato rotto per parecchio tempo e quindi ogni prenotazione era di fatto impedita”.

Da qui, dicendosi costretta a rispondere “a rivendicazioni di politica sanitaria che lasciano sgomenti”, la replica della direttrice generale dell’Azienda sanitaria ciociara, Pierpaola D’Alessandro: “L’accusa è di aver spostato l’iniettore del mezzo di contrasto da Anagni ad Alatri, “da fonti interne”. Chi sono? Che vogliono? Perché? A questo punto, cui prodest? Esiste un’istituzione con le sue gerarchie e l’ufficialità. Bastava chiedere. Si dà il caso che fosse non usato, con prodotti in scadenza, da agosto 2020. Pertanto, si è preferito spostarlo per ottimizzare i costi e i benefici poiché ormai, come spieghiamo da sempre, siamo una sanità connessa e il mezzo di contrasto si fa in sicurezza ad Alatri, per ora”.

Ambrosetti: "Il problema è stato politico, a queste prese in giro non ci stiamo"

Ambrosetti, invece, sostiene che “il macchinario ed il personale erano operativi ma ancora una volta il problema è stato politico. Mauro Buschini ed il Partito Democratico hanno ancora una volta voluto potenziare l’ospedale di Alatri in danno del nosocomio di Anagni”. Si riferisce al consigliere regionale Buschini in quanto originario di Alatri, lamentando altresì che la Tac con contrasto sia stata riattivata nel mentre a Pontecorvo. “L’ospedale di Anagni viene ormai da anni saccheggiato dalle strutture vicine - aggiunge Ambrosetti - A queste prese in giro non ci stiamo e possiamo permetterci di dirlo ad alta voce perché non abbiamo strapuntini politici da difendere come il PD locale che dimostra quotidianamente di non volere bene a questa terra”.

D'Alessandro: "Se il Covid non rialza la testa, ci attrezzeremo anche per i miracoli"

La manager della Asl D’Alessandro, in tutta risposta, fa presente che “in base alla delibera regionale 1045 del 31 dicembre del 2020, si sta procedendo al ricambio di tutti gli iniettori dell’azienda. Noi siamo pronti e felici di accettare chiunque voglia fornire suggerimenti di management, soprattutto in questo momento che abbiamo rinnovato tutta l’alta tecnologia della nostra azienda, magari parlandone e non ascoltando chi non vuole bene alla Asl da troppo tempo”.

La stessa D’Alessandro, infine, si dice altrettanto costretta a “rispondere a chi tuona sotto il nastro delle inaugurazioni”. Ovvero quelle registrate al nord e al sud della provincia di Frosinone. “La nostra azienda era dotata di apparecchiature vetuste e addirittura non funzionanti tanto che abbiamo ereditato liste d’attesa interminabili - così, a riguardo, la direttrice generale della Asl - Proprio in virtù di quelle agende inaccettabili, ci siamo impegnati seriamente con investimenti e organizzazione per dispositivi di alta tecnologia. Ma invece di rapportarsi direttamente con la Direzione della Asl - si preferisce avvelenare i pozzi”. E, a fronte dell’ennesima riorganizzazione dei servizi sanitari, invoca “un lavoro di squadra, possibilmente con tutte le istituzioni” e conclude: “Se il Covid non rialza la testa, ci attrezzeremo anche per i miracoli”.

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