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Il capo del Pd ciociaro

Chi è Francesco De Angelis, il 'cannibale' della politica ciociara

Il leader provinciale del Pd Frosinone non si candida più al Parlamento, per via del Caso Ruberti, ma resta pur sempre presidente del Consorzio industriale del Lazio. Dalla segreteria del Partito comunista al ritiro della candidatura alla Camera

Dalla segreteria del Pci Frosinone appena venticinquenne fino alla presidenza del Consorzio industriale del Lazio, il più grande d’Italia, nel giro di poco più di 35 anni. Il viaggio di Francesco De Angelis, arrivato al ritiro della candidatura al Parlamento per via del controverso Caso Ruberti, inizia con la falce e il martello. E tocca l’apice con la presidenza dell’ente consortile regionale, un vero e proprio super assessorato all’industrializzazione. Poco più di un anno fa, però, il dolore più grande: l’improvvisa scomparsa di sua moglie Daniela D’Emilio, compagna di una vita.   

De Angelis è stato segretario del Partico comunista frusinate in fase di trasformazione nel Pds, il Partito democratico della sinistra, tra gli antenati del Pd. Erano i tempi in cui era consigliere comunale di Ripi, la cittadina ciociara di cui è originario. È sin da giovane, per quella voracità politica mostrata nel “divorare” palchi e voti, che iniziano a chiamarlo “Il Cannibale”.

È la stessa voracità mostrata durante la campagna elettorale delle ultime Comunali, spingendo il candidato sindaco Domenico Marzi verso l’affatto scontato approdo al ballottaggio, poi però favorevole all’ormai primo cittadino di centrodestra Riccardo Mastrangeli. Non è soltanto il leader della corrente maggioritaria (Pensare democratico) bensì il capo politico del Pd della provincia di Frosinone.

Consigliere e poi assessore regionale: verso l'Europarlamento

Dal 1995 in poi è stato eletto per tre volte al Consiglio regionale del Lazio, passando dalla presidenza della Commissione agricoltura alla vicepresidenza di quella votata al bilancio. Nel 2005 la grande occasione: l’assessorato alla piccola e media impresa. Nel mentre è già diventato membro dell’assemblea e della direzione nazionale del Partito democratico. Nel 2000 confermato come consigliere regionale con ben 14.549 preferenze. Cinque anni dopo il primo degli eletti del centrosinistra con un netto incremento di consensi: 24.319 voti.

Da qui il trampolino di lancio verso l’elezione nel 2009 con il Pd al Parlamento europeo. Il bis gli è sfuggito per poco, visto che alle Europee 2014 risulta essere il primo dei non eletti. In compenso, a partire dal 30 aprile 2015, il doppio mandato come presidente del consorzio Asi di Frosinone, ormai assorbito assieme agli altri

La Ciociaria, contando anche il Cassinate con il Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale (Cosilam), ha la maggioranza delle quote del “super assessorato” creato da Zingaretti in stretta sinergia, oltre che con il già commissario De Angelis, con l’allora capo di gabinetto del governatore del Lazio: Albino Ruberti, ora dimessosi dallo stesso incarico che stava ricoprendo al servizio del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri.   

Come presidente di consorzio: accuse (e conferma) del centrodestra 

Da anni il centrodestra, in primis Fratelli d’Italia e Lega, lo ritiene “responsabile politico” del potenziale inquinamento ambientale del depuratore Asi di Ceccano. Nell’apposita inchiesta dell’Antimafia di Roma, che ha portato di recente al sequestro dell’impianto di depurazione,  lui di fatto non ci è però mai rientrato. A conclusione delle indagini preliminari, è stata difatti accolta la richiesta di archiviazione presentata dagli avvocati e motivata dall’affidamento della delega in materia ambientale a un funzionario.

La sua conferma all’Asi nel 2018 è stata votata in ogni caso all’unanimità, anche dai sindaci di centrodestra, che hanno ottenuto così una quota nel Consiglio di amministrazione dell'ente ormai fatto proprio dal consorzio regionale. 

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