Raid vandalico alla Aldo Moro, Tagliaferri e Ricci fanno un po' di chiarezza sulla videosorveglianza

Nuovi sviluppi sulla mancata installazione delle telecamere nella scuola di via Mastruccia. L'assessore ai Lavori Pubblici e il responsabile del Ced fanno luce su alcuni aspetti importanti

Mentre gli uffici comunali del settore lavori pubblici lavorano senza sosta per restituire ai piccoli alunni e alle loro famiglie le aule e gli spazi della scuola Aldo Moro, oggetto di un devastante raid vandalico, l’ing. Sandro Ricci, responsabile del Ced comunale (che fornisce il coordinamento tecnico del progetto di videosorveglianza “Città in video”, introdotto dall’amministrazione Ottaviani) e l’assessore Fabio Tagliaferri fanno il punto della situazione sulla sicurezza dell’istituto scolastico.

La richiesta del dirigende scolastico

Nel 2017, infatti, l’”Aldo Moro”, anche in base alla segnalazione del Dirigente Scolastico, era stata inserita all’interno del progetto “Città in Video” tra gli “Edifici sensibili”. Come già accaduto nel caso di altre strutture scolastiche (Maiuri, Rinascita…), la realizzazione dell’impianto di videosorveglianza, in considerazione della particolarità architettonica dei fabbricati, poteva essere realizzata esclusivamente con telecamere posizionate all’interno degli edifici in aree adibite al passaggio e non in spazi lavorativi: le apparecchiature, se posizionate all'esterno, sarebbero state, infatti, di difficile gestione/registrazione e quindi non avrebbero garantito un livello soddisfacente di sicurezza.

Telecamere furono acquistate

A tal fine, sono state acquistate, sia per l'Aldo Moro, sia per le altre scuole, le telecamere idonee a quanto progettato in base a un utilizzo interno agli ambienti. “Durante l’installazione  – ha dichiarato l’ing. Ricci – abbiamo ricevuto una serie di doglianze in merito alla presenza dei dispositivi di sorveglianza, da parte del personale in servizio. A ciò si aggiunga il fatto che, in base alla normativa entrata in vigore il 25 maggio 2018 (GDPR – Regolamento EU 679/2016 e successivo D.Lgs 101/2018 di recepimento), ogni sistema, già presente o da installare, era tenuto a seguire una serie di procedure, cui formalmente avrebbe dovuto adempiere la dirigenza dell'istituto.

Adesione ferma

Le diverse fasi di adesione formale, del resto, sono chiaramente indicate nella comunicazione fatta pervenire ai comprensivi in data 21 gennaio 2019. Gli atti formali di adesione al progetto, da parte del Dirigente scolastico dell'Aldo Moro, però, non sono mai stati compiuti”.

Gli impedimenti dai sindacati

“L’amministrazione comunale – ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni, Fabio Tagliaferri – ha chiesto formalmente, in passato, al responsabile del progetto Città in video, l’ing. Sandro Ricci, di inserire la scuola Aldo Moro nel novero delle strutture scolastiche dotate di videosorveglianza. Gli uffici comunali, però, non hanno potuto dare attuazione a tale richiesta dal momento che la dirigenza scolastica, adducendo impedimenti sollevati dalle organizzazioni sindacali in merito alla privacy, non ha mai dato autorizzazione all’installazione delle telecamere. Questa ricostruzione dei fatti, inoltre, è stata confermata nella giornata di lunedì 16 dicembre dal Dirigente Scolastico stesso, alla presenza delle Forze dell’Ordine, nel corso dell’ispezione effettuata per la conta dei danni riportati dalla scuola a seguito del vile atto vandalico”.

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