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Operazione Acquanera, Sardellitti dice basta: “Serve ente provinciale con totale competenza sull’ambiente”

In quota Azione, a fronte dell’inchiesta sul depuratore Cosilam, la consigliera comunale e provinciale di Frosinone invoca “una rinascita etica della politica” e vuole un organismo che si occupi delle politiche ambientali e coinvolga anche i sindaci

Nel giorno degli interrogatori di garanzia ai tre arrestati durante l’operazione Acquanera – l’inchiesta sul depuratore Cosilam di Villa Santa Lucia per inquinamento ambientale – la consigliera comunale e provinciale di Frosinone Alessandra Sardellitti si dice garantista, ma invoca “una rinascita etica della politica” e la nascita di “un unico grande ente provinciale, partecipato da tutti i Sindaci, con la totale competenza sull’Ambiente”.

È quanto chiede a gran voce il suo partito, Azione, al quale è approdata dopo aver lasciato il Partito democratico definendolo “una caserma”. Quel Pd ora più che mai criticato in materia ambientale a tutti i livelli, dalla Regione Lazio fino ai comuni retti da esponenti democrat, come già fatto tra gli altri dal senatore ciociaro di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini e dal consigliere di opposizione Benedetto Leone a Cassino. Nella città martire, a fronte delle richieste della minoranza, la questione del depuratore Cosilam saranno al centro del Consiglio comunale del 26 ottobre assieme alle altre interrogazioni e interpellanze. 

“Come già accaduto per la questione della Concorsopoli regionale - premette Sardellitti creando un parallelo a tinte dem - anche sulla vicenda dei depuratori, operazione “Acquanera” aspettiamo con rispettoso silenzio le risultanze dell’operato della Magistratura nella quale riponiamo la massima fiducia. Un silenzio che trova le sue radici nel nostro essere garantisti. Perché noi siamo garantisti, lo siamo sempre stati e continueremo ad esserlo. Detto questo, però, una riflessione sul modo di operare e di 'fare politica' sul nostro territorio va assolutamente fatto”.

La riflessione della consigliera ciociara di Azione

“Non possiamo più tollerare l’assoluta inerzia della politica provinciale, e dei suoi rappresentanti nelle istituzioni locali, su questioni che minano in maniera devastante la qualità della vita dei cittadini della nostra provincia – ritiene l’esponente di Azione - È superfluo affermare che noi condanniamo ‘senza se e senza ma’ tutti quei comportamenti non rispettosi delle norme e delle leggi, soprattutto da parte di chi ha ricevuto mandato dai cittadini per tutelare la qualità dell’ambiente dove viviamo, dove vivono i nostri figli e dove dovranno vivere i nostri nipoti”.

Sardellitti: “È ora di una rinascita etica della politica”

“Ma siamo altresì convinti che non ci sia più spazio per il ‘politicamente corretto’, per il “giuridicamente legittimo ma moralmente censurabile” oppure per il “non penalmente rilevante ma eticamente imbarazzante” – va avanti Sardellitti - Per noi di Azione è giunto il momento di una rinascita etica della politica. Una rinascita necessaria per chi, come noi, fa dei valori e della competenza lo strumento portante del fare politica, per chi intende la politica come servizio verso la collettività”.

Dagli indirizzi alle competenze in materia ambientale

“C’è bisogno di un cambio di passo radicale ed immediato – continua la consigliera comunale e provinciale di Frosinone - Non possiamo più accettare una politica locale che ha completamente rinunciato al suo ruolo di indirizzo, programmazione e controllo, limitandosi alla sola mera gestione del potere ed alla cura di interessi di piccolo cabotaggio. Un tipo di politica favorito dalla frammentazione degli organi amministrativi, basti pensare che nel solo cosmo ‘ambiente’ in materia di servizio idrico, depurazione, rifiuti proliferano più Enti rappresentati dagli stessi soggetti.

La proposta di Sardellitti: un super ente provinciale

“Un ‘Dividi et Impera’ che ha prodotto solo risultati nefasti per i cittadini, dall’eccessiva onerosità e la scarsa qualità del servizio idrico, a quanto sta emergendo in tema di depurazione per finire alla totale assenza di una politica organica sui rifiuti – conclude Sardellitti – È ora di iniziare a pensare ad un unico grande ente provinciale, partecipato da tutti i Sindaci, con la totale competenza sull’Ambiente. Un Ente che sia in grado di programmare una serie politica ambientale, fissarne gli obiettivi e monitorarne il rispetto, ma soprattutto garantire quei controlli sulla qualità dei servizi e la tutela del bene ambiente”.

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