Domenica, 16 Maggio 2021
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La Mad molla l’ampliamento della discarica. Sacco: “Per Roccasecca l’alba di un nuovo giorno”

La società di Lozza, arrestato con la direttrice regionale Tosini, rinuncia all’autorizzazione per la realizzazione del V invaso. Valida fino a oggi, 20 aprile, l’ordinanza di Zingaretti contro l’emergenza rifiuti. È caos in provincia di Frosinone

La discarica di Roccasecca (Frosinone)

La Mad Srl ha rinunciato ufficialmente all’autorizzazione per l’ampliamento della discarica di Roccasecca (Frosinone). A seguito dell’arresto del suo proprietario della società Valter Lozza e dell’ormai sospesa direttrice regionale Flaminia Tosini, il sindaco Giuseppe Sacco aveva richiesto la revoca del V invaso. Ora è la stessa Mad, come confermato dal suo legale Marco Pizzutelli, a voler rinunciare all’autorizzazione per la sua realizzazione: “Sono sopraggiunte condizioni oggettive e non prevedibili - ha dichiarato l’avvocato al Messaggero - che non consentono di avviare i lavori per la messa in esercizio del quinto bacino”.

Emergenza rifiuti, ordinanza di Zingaretti valida fino ad oggi. Da domani incertezza

Proprio nella mattinata di oggi, martedì 20 aprile 2021, ultimo giorno di validità dell’ordinanza del presidente della Regione Lazio contro l’emergenza rifiuti, Sacco ha postato via social che gli “piace pensare che per Roccasecca rappresenti l’alba di un nuovo giorno”. D’altro canto, però, da domani riesploderà l’emergenza rifiuti.

Almeno sino ad oggi saranno difatti l’impianto di smaltimento Ecologia Viterbo, a un prezzo calmierato come quello applicato a Roccasecca, e il Fosso Crepacuore di Civitavecchia, gestito dalla stessa Mad, a ricevere l’immondizia della provincia di Frosinone. Ovvero quella non differenziata che viene trattata in precedenza nell’impianto Saf di Colfelice, che soltanto nel 2023 migliorerà la situazione trasformandosi in una “Fabbrica di materiali”: le frazioni recuperate dall’indifferenziato.

Sacco: "Il mio lavoro è terminato, siano i cittadini a far sentire la loro voce"

Il primo cittadino, dopo la chiusura del sito di Cerreto e il trasferimento dei rifiuti ciociari a Viterbo e Civitavecchia, aveva già esultato: “Dopo 15 anni non verranno seppelliti qui”. Nel frattempo, assieme ad altri 11 sindaci della provincia di Frosinone, ha anche richiesto al Ministero della Transizione Ecologica di attivare i poteri sostitutivi e subentrare alla Regione Lazio nell’individuazione dell’impiantistica territoriale per lo smaltimento dei rifiuti. “Visto anche il ‘balletto’ delle responsabilità tra Regione e Roma Capitale, tra il presidente Zingaretti e la sindaca Raggi - ha spiegato Sacco - noi superiamo l’impasse”.

Così, invece, in mattinata il sindaco di Roccasecca chiamando a raccolta le comunità interessate: “Il mio lavoro credo sia terminato. A questo punto, visto che il gestore si è tirato indietro, se qualche volontà politica dovesse tirare fuori il coniglio dal cilindro e puntare il dito ancora una volta contro la nostra città dopo tutto quello che abbiamo fatto, visto, letto, sentito e soprattutto subito, spero siano i cittadini a far sentire la loro voce”.

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